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Metamorfosi in claymation: un licantropo by Justin Rasch

Questo video tutorial realizzato dal bravissimo animatore Justin Rash (Kubo – Paranormal), mostra dettagliatamente come realizzare la metamorfosi di un lupo mannaro.
Nel tutorial Rasch spiega interamente le fasi della sua creazione: la nascita dell’idea, la realizzazione del disegno preliminare, il metodo di realizzazione (claymation), la realizzazione dello scheletro di supporto, la scelta dell’obiettivo per la fotocamera e della giusta inclinazione per la luce. Infine sono trattate le problematiche subentrate in fase di lavorazione con utilissimi suggerimenti.
Consiglio vivamente l’eplorazione del canale youtube di Justin Rash, appassionato animatore e direttore di Blizzard e della Stunt Puppet Pictures production.

Will Vinton il mago della claymation

Will Vinton è considerato tra i più importanti registi e produttori di stop-motion del 20th secolo. Vinton nacque in McMinnville – Oregon (USA) nel 1947 ed è morto nel 2018 a Portland, città in cui iniziò la sua produttiva e brillante carriera di animatore negli anni Settanta. È a Vinton che dobbiamo il termine claymation da lui coniato e registrato.
Nel 1973 infatti,  insieme a Bob Gardiner, Vinton realizzò una delle prime animazioni realizzate con questa tecnica. Nel 1978 produsse un documentario in claymationThree dimensional Clay Animation” della durata di 17 minuti che mostrava il dietro le quinte di un’animazione in claymation. Fu poco più tardi che Vinton coniò il termine che in seguito divenne sinonimo di animazione in plastilina.
Il regista fondò il Vinton Studios, producendo moltissime pluripremiate animazioni, tra le più importanti ricordiamo “The PJs” e  “Closed Mondays”. Quest’ultimo cortometraggio realizzato nel 1975 insieme a Bob Gardiner, fu il primo cortometraggio in stop-motion a vincere un Academy Award. Per l’esecuzione del lavoro Gardiner si occupò dei personaggi e Vinton costruì un sistema per animare la sua fotocamera Bolex Rex-5 16mm.

Durante gli anni ’80 ebbe moltissimo successo nel campo dei videoclip commerciali, realizzando degli spot unici nel loro genere come quelli dei cioccolatini M&M’s e The California Raisins, una band blues costituita da puppets di uvetta passa. Sempre in quegli anni a seguito di un sodalizio con il Re del Pop Michael Jackson, realizzò dei video per la star che si divertì a  promuoversi sfruttando l’incredibile stile del regista.
Con l’idea di voler rafforzare il suo studio per la realizzazione di lungometraggi, negli anni ’90 Vinton cercò dei finanziatori esterni che potessero aiutarlo a sostenere il progetto. L’incontro con uno dei suoi stagisti fu determinante poiché si trattava di Travis Knight il figlio di Phil Knight, coofondatore e presidente emerito della Nike. Nel 2002, Vinton perse il controllo dello studio da lui fondato dopo che Knight divenne l’azionista di maggioranza e Vinton non riuscì a raccogliere fondi per ulteriori produzioni a Los Angeles. Vinton alla fine perse il suo studio poichè Knight investì nella società comprandola da Vinton e nominò suo figlio Travis come presidente. Nel 2005 quindi decadde la Will Vinton Studios e fu fondata Laika che assunse come animatore/regista supervisore Henry Selick conosciuto per la direzione di “Nightmare Before Christmas” (1993) e che oggi ricordiamo anche per il bellissimo “Coraline e la porta magica”(2009).
A un anno dalla scomparsa del regista nell’ottobre 2019 è stata organizzata una cerimonia commemorativa per ricordare la vita di Vinton, inoltre è stato avviato un crowdfunding per la realizzazione di un film documentario sulla vita del regista dal titolo “Welcome to my daydream” diretto da Marq Evans e attualmente in post produzione. Sarà molto interessante scoprire la storia e gli aneddoti di un regista che per molti anni ha dominato l’immaginario pop usando come mezzo la plastilina.

Black Swan di Simone Tognarelli

Black Swan di Simone Tognarelli, filmmaker e cofondatore di King’s Magicians, è  il primo video ufficiale estratto dall’ultimo album del gruppo gothic metal Diesanera intitolato Grudge.
La canzone tratta il drammatico tema del femminicidio: gli ultimi giorni di una donna vittima di questa terribile piaga.
Il video è vincitore del Music Video Underground International Festival di Los Angeles come Best Animated Music Video in aprile, in gara per il Nukhu Award 2020 (New York) e come miglior videoclip italiano per il Videoclip Italia Contest 2020.
Il regista ha utilizzato una tecnica mista in claymation e scene in live action, queste ultime drammatiche ma piene di eleganza, sono state interpretate dalla ballerina Jennifer Gino e l’attrice Alessandra Bareschino.
Per la parte in stop-motion il regista ha coinvolto, in qualità di  character designer, Costanza Lettieri e per la realizzazione della mini scenografia e accessori Ilario Danti.
Dal punto di vista stilistico la parte animata rievoca visivamente “atmosfere Lynchiane, l’arte dei cortometraggi in stop motion di Jan Švankmajer e dei Brothers Quay e la potenza di qualche video anni ’90 dei Nine Inch Nails”, a questa lista aggiungerei anche il nome di Floria Sigismondi, una delle più importanti registe di video clip musicali artisticamente sbocciata proprio in quegli anni.
Le scene in live action, girate presso il Teatro Rossi Aperto di Pisa, si intersecano con l’animazione seguendo un’ambientazione in stile gothic theatre.
Il dolore trapela in ogni sua forma dall’organica alla materica, gli unici tentativi di reagire a una condizione terribile e senza scampo sembrano essere  i passi della ballerina che alleggeriscono leggermente la scena. Tutto però avrà fine solo attraverso la morte della donna.

Facing it di Sam Gainsborough

Durante questi giorni così drammatici per il nostro Paese, sono convinta che potremo riscoprirci in un modo del tutto nuovo e rinnovarci positivamente.
Con tutto questo tempo a disposizione ora possiamo dedicarci al riposo rimandato e alla famiglia, riscoprire le relazioni sincere e sopratutto comprendere l’importanza della libertà che in questo momento sembra essere solo un lontano ricordo. Usciremo tutti estremamente arricchiti dai sacrifici che stiamo compiendo in questo periodo che ci spinge verso importanti riflessioni.

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La riflessione interiore è ciò che costringe il protagonista di Facing it, realizzato dal giovanissimo Sam Gainsborough, verso una nuova apertura al mondo circostante.
Il corto è stato realizzato in una particolare tecnica mista.
Con un lavoro di post-produzione il regista ha applicato delle maschere animate in claymation su persone reali, questo gli ha permesso di enfatizzare le espressioni dei personaggi sia in maniera formale che cromatica.

Mentre un ragazzo di nome Shaun attende con ansia un incontro in un pub, è costretto a esplorare i suoi ricordi costituiti da relazioni difficili. Shaun si sente sempre isolato dal mondo spensierato e felice che lo circonda e non riesce mai ad interagire con esso in maniera serena. Durante l’attesa Shaun lotta coraggiosamente per cercare di inserirsi tra la folla allegra e, mentre tutto nel pub sembra andare di male in peggio, desideri e affanni lo sovrastano al punto da farlo esplodere. Quella serata cambierà per sempre Shaun.

Facing It by Sam Gainsborough from Sam Gainsborough on Vimeo.

 


	

Hi Stranger di Kirsten Lepore

Kirsten Lepore è un’animatrice americana conosciuta per i suoi lavori in stop-motion Sweet Dreams”, “Bottle” e “Move Mountain”. Kirsten predilige creare i suoi personaggi in claymation non ricercando la verosimiglianza delle forme e creando delle relazioni cariche di una tenerezza che contraddistingue molto i suoi lavori. Dal 2014 al 2015 ha lavorato come sceneggiatrice, storyboard artist e director per una famosa serie americana Adventure Time curando l’episodio intitolato “Bad Jubies”.
Quello che vi presento in questo post invece è un micro capolavoro che Kirsten ha realizzato in occasione di un’antologia dal titolo “Stranger” (2016)organizzato dal collettivo di animatori indipendenti Late Night Work Club, di cui la stessa Lepore fa parte. La raccolta di questi cortometraggi è stata proiettata in giro per il mondo in occasione di eventi legati all’animazione indipendente.
In questo corto, un personaggio totalmente nudo, rivolge un dialogo direttamente allo spettatore come se lo stesse rivedendo dopo molto tempo. La posa di questo vulnerabile individuo e l’intimità che riesce a creare attraverso la suadente e provocante richiesta di attenzioni, sembrano quasi un invito erotico a soffermarsi con lui per godere della bellezza di un momento. Improvvisamente dal suolo perlato e candido, spunta un albero magico forse di frutti proibiti. Durante la conversazione lo “sconosciuto amante” ricorda quanto a volte sia stressante e faticoso vivere e quanto desidererebbe potersi rilassare con l’interlocutore.
Ci fa sentire desiderati, amati ed è sicuramente bizzarro sentirsi lusingati da un pupazzetto di plastilina. La visione di un tramonto visto da un altro pianeta ci proietta su un’altra dimensione, più spirituale ma senza nulla togliere alla sensorialità che invece pare essere l’unico modo per poter raggiungere l’estasi o la pace dei sensi.

Hi Stranger from Kirsten Lepore on Vimeo.

Il Mondo delle risposte secondo Dadomani

Il nuovo corto, magistralmente eseguito in puppet animation dallo Studio Dadomaninarra di un cambiamento da parte di un individuo alle prese col suo passato. Il personaggio è stato realizzato in silicone alloggiando all’interno un’armatura snodabile mentre alcuni effetti di luce, il pulviscolo nell’aria e le corde sono state fatte in post produzione.
Scegliere di cambiare è un passaggio della vita molto importante e il tempo che si interpone tra il prima e il dopo è spesso accompagnato da una crisi.
Lo Studio Dadomani è riuscito a rendere ardentemente il passaggio attraverso questo prezioso cortometraggio.
A voi la visione!

WORLD OF FEEDBACK | chapter 1 from dadomani on Vimeo.

Claymation

In una claymation i personaggi sono realizzati in plastilina, a volte anche lo stesso fondale è costruito dallo stesso materiale modellabile. In tal caso possiamo parlare di fondale in clay-painting, si tratta di veri e propri quadri in movimento e in continua trasformazione, l’effetto è molto suggestivo, un ottimo esempio di clay-painting è ammirabile grazie al capolavoro “Mona Lisa discending a starcase” di Joan Gratz. Costruire dei personaggi in plastilina è molto semplice, ma bisogna tenere conto delle caratteristiche di questo materiale.
La plastilina è una pasta modellabile che troviamo in mesticheria, ve ne sono di vari colori. Essa si differenzia dal das per la caratteristica di essere modellabile anche dopo il contatto con l’aria. Bisogna conservarla ad una temperatura asciutta perchè il troppo caldo la rende difficilmante modellabile e appiccicosa.

Decidere di animare dei pupazzi in plastilina ci mette nella condizione di inserirli in una scenografia,  quindi di creare e costruire degli oggetti in miniatura o dei paesaggi provvisti di fiori, alberi e quant’altro. Anche l’elemento luci è molto importante, sia per il personaggio in plastilina che se surriscaldato potrebbe esser soggetto a deformazioni, che per la scenografia stando attenti a non provocare ombre superflue e fuori posto.