Claymation

In una claymation i personaggi sono realizzati in plastilina, a volte anche lo stesso fondale è costruito dallo stesso materiale modellabile. In tal caso possiamo parlare di fondale in clay-painting, si tratta di veri e propri quadri in movimento e in continua trasformazione, l’effetto è molto suggestivo, un ottimo esempio di clay-painting è ammirabile grazie al capolavoro “Mona Lisa discending a starcase” di Joan Gratz.

Il nome claymation è stato coniato e registrato da Will Vinton, un direttore e produttore americano, che insieme a Bob Gardiner nel 1973 presentò una delle prime animazioni realizzate con questa tecnica. Nel 1978 Vinton produsse un documentario in Claymation “Three dimensional Clay Animation” un film di 17 minuti che mostra il dietro le quinte di un’animazione in claymation. Fu poco più tardi che Vinton coniò il termine, che in seguito divenne sinonimo di animazione in plastilina.  Fondò il Vinton Studios, producendo moltissime animazioni pluripremiate, tra le più importanti ricordiamo “The PJs” e  “Closed Mondays” . Attualmente lo studio ha il nome di LAIKA STUDIOS , esso non è non più gestito da Vinton, ma è considerato comunque tra i più importanti studi di animazione esistenti, non a caso “La sposa cadavere” di Burton fu realizzato proprio li. D’altra parte bisogna anche ricordare i competitor dello Studio Aardman , esponenti di spicco nella scena mondiale di questo genere di animazione.

 

 

Costruire dei personaggi in plastilina è molto semplice, ma bisogna tenere conto delle caratteristiche di questo materiale.

La plastilina è una pasta modellabile che troviamo in mesticheria, ve ne sono di vari colori. Essa si differenzia dal das per la caratteristica di essere modellabile anche dopo il contatto con l’aria.Bisogna conservarla ad una temperatura asciutta perchè il troppo caldo la rende difficilmante modellabile. Decidere di animare dei pupazzi in plastilina ci mette nella condizione di inserirli in una scenografia,  quindi di creare e costruire degli oggetti in miniatura o dei paesaggi provvisti di fiori, alberi e quant’altro. Anche l’elemento luci è molto importante, sia per il personaggio in plastilina che se surriscaldato potrebbe esser soggetto a deformazioni, che per la scenografia stando attenti a non provocare ombre superflue e fuori posto.

2 Commenti
  1. Lollo 19 Giu 2012
  2. Carmen 19 Giu 2012