Uscirà nelle sale il prossimo 4 dicembre e su Netflix dal 9 dicembre il nuovo Pinocchio eseguito dal regista Guillermo del Toro e dall’animatore Mark Gustafson. Il nuovo film sulla favola di Collodi è stato realizzato completamente in stop-motion e si ispira all’immaginario illustrato di Gris Grimly.
In una recente intervista sul sito Collider il regista racconta di come abbia amato particolarmente adoperare la tecnica in stop-motion, sostenendo che il lavoro artigianale che implica questo tipo di animazione, permette di recuperare il rapporto con il “vecchio mondo”, quello reale fatto di set e di luoghi fisici, dove ogni spazio, come le piccole botole all’interno delle quali gli animatori potevano muovere i propri personaggi, diviene prezioso. Il lavoro all’interno del set, al contrario di quello solo digitale, è un’esperienza più concreta e ne consegue un’approfondita conoscenza del film che, secondo del Toro, porta ad amare maggiormente il mondo circostante.
Pinocchio, così come Frankestein o Tarzan, rappresenta per il regista uno di quei personaggi di tipo universale, adattabili cioè a diversi ambiti (scienza, emozioni umane etc..). In questo caso la sua scelta ha prediletto l’indagine del rapporto padre-figlio e l’idea di essere gettato in un mondo che capiamo a malapena e a cui cerchiamo di dare un senso procedendo o “errando”.
Il regista ha evitato di seguire pedissequamente il racconto originale di Pinocchio, lanciando in questo modo un messaggio intrinseco importante che vede la disobbedienza come fattore principale per diventare umani. La storia si trova su uno sfondo diverso, al tempo della guerra, durante l’ascesa di Mussolini, offrendo spunti di riflessione su un altro tipo di forma letale di controllo della paternità.
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Nobody is normal di Catherine Prowse
Catherine Prowse è una brillante giovane animatrice che vive e lavora a Londra già conosciuta per il suo pluripremiato cortometraggio di laurea Laymun.
Ho visto l’ultimo dei suoi lavori qualche settimana fa contemporaneamente condivisomi da due mie carissime amiche. Il cortometraggio Nobody is normal è uno spot realizzato per la Childline, organizzazione inglese per la tutela dell’infanzia, realizzato in puppet animation e 2D animation con l’utilizzo di diversi materiali, dalla plastilina al feltro. Il video rende in modo molto semplice e particolare la sensazione di solitudine che spesso gli adolescenti avvertono nel sentirsi diversi dagli altri, ogni sensazione è celata dentro il superficiale strato di plastilina mentre cerca di farsi strada per fuoriuscire. Improvvisamente la vera natura di ciascuno spunta fuori in un modo quasi goffo ma incredibilmente unico, le forme più bizzarre o i colori più sgargianti espresse dal feltro sbocciano portentosamente. I giovanissimi protagonisti della storia finalmente accettano le proprie particolarità come caratteristiche imprescindibili della propria singolarità, un nuovo importante passo per imparare a trovare arricchimento tra le diversità.
Il Mondo delle risposte secondo Dadomani
Il nuovo corto, magistralmente eseguito in puppet animation dallo Studio Dadomani, narra di un cambiamento da parte di un individuo alle prese col suo passato. Il personaggio è stato realizzato in silicone alloggiando all’interno un’armatura snodabile mentre alcuni effetti di luce, il pulviscolo nell’aria e le corde sono state fatte in post produzione.
Scegliere di cambiare è un passaggio della vita molto importante e il tempo che si interpone tra il prima e il dopo è spesso accompagnato da una crisi.
Lo Studio Dadomani è riuscito a rendere ardentemente il passaggio attraverso questo prezioso cortometraggio.
A voi la visione!
WORLD OF FEEDBACK | chapter 1 from dadomani on Vimeo.
L’isola dei cani, un nuovo film in stop-motion
Chi ricorda quel “Fantastic Mr Fox” del regista Wes Anderson? (da guardare assolutamente). Pare che lo stesso regista abbia appena terminato un nuovo film sempre eseguito con la stessa tecnica, “Isle of dogs”.
Si ripete il tema dell’uomo dominante sulle creature animali che, protagoniste dei suoi film in stop-motion, percorrono l’intera pellicola in un lucido inseguimento dal ritmo allegro ed imprevedibile.
In questo caso i poveri sventurati sono dei cani confinati in un’isola del Giappone in un prossimo futuro. Ma in questa storia non tutti gli umani saranno avversi, ritroveremo la lealtà di qualche fedele compagno d’avventura.
Il film uscirà nelle sale cinematografiche americane il prossimo marzo 2018, dovremo pazientare ancora un pò ma per il momento ecco il trailer.
Pjotr Sapegin
Pjotr Sapegin è nato a Mosca nel 1955, da una famiglia di artisti. Dopo aver inizialmente studiato col pittore Boris Birger si è iscritto al Teatro Accademia Stanislawsky, laureandosi nel 1978 e conseguendo un master come tecnico e designer scenografo. Terminati gli studi ha lavorato per 15 anni come scenografo e art-director in vari teatri russi – tra cui il celebre teatro Bolshoi – seguendo la progettazione di scenografie e costumi per 60 produzioni teatrali. Nel 1990 Sapegin è emigrato in Norvegia, dove riparte da “zero”, lavorando per un breve periodo in svariati campi lavorativi prima di poter tornare alle sue radici artistiche. Iniziò ben presto ad illustrare per delle riviste per il teatro e altro. Rendendosi conto che la Norvegia – anche se con alcune importanti eccezioni – ha avuto una storia relativamente limitata nell’ambito dell’animazione, Sapegin presto rivolse la sua attenzione su questa particolare forma di espressione artistica e alla narrazione, facendo il suo debutto con Herkules nel 1991. Da allora Sapegin vive e lavora in Norvegia, ed è considerato un cittadino norvegese. Sapegin divenne uno dei fondatori della studio di animazione Studio Magica AS a Oslo, ma ora è in attività con la società Pravda Productions (fondata 2001) con David Reiss-Andersen e Mikkel Sandemose. Il ramo di animazione della Pravda Kinopravda è stata ribattezzata nel 2004.
Dalla sua entrata in scena con Herkules, Sapegin è diventato senza dubbio il più importante creatore di film d’animazione norvegese, e ha fatto un numero considerevole di cortometraggi acclamati e premiati a livello nazionale ed internazionale.
One Day a Man Bought a House (1998) da solo ha vinto oltre 20 premi nazionali ed internazionali, ed è stato proiettato in oltre 100 festival in tutto il mondo. In aggiunta ai suoi cortometraggi, Sapegin ha anche fatto una serie di spot d’animazione di fama internazionale.
Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo: Aria (2001); Through my thick glasses (2003); Grandpa is a Raisin (2005).