The Lighthouse di Simon Scheiber

The Lighthouse è un cortometraggio eseguito dallo studio TrimaTab fondato nel 2015 dal designer e filmmaker austriaco Simon Scheiber.
La sorprendente scoperta del guardiano di un faro lo tira fuori dalla routine quotidiana per portarlo verso orizzonti totalmente inesplorati fatto di luci, tenebre e visioni oniriche.
Un corto davvero speciale per il modo in cui riesce a catturare dall’inizio alla fine l’attenzione dello spettatore integrandolo a pieno nella storia.
Qualcuno obietta sul fatto che la storia lascerebbe un pò in sospeso in quanto proprio mentre sta per accadere qualcosa finisce, potrebbe essere un trailer ideale. Per quanto mi riguarda, accetto volentieri di essere lasciata in sospeso su cristalli neri a forma di iceberg dalla apparente consistenza di grafite. Le bellissime e suggestive musiche curate da Nicolas Martin e la combinazione di accurate scelte stilistiche a partire dalle inquadrature dall’alto sulla grande sfera di vetro su cui il nostro protagonista riversa l’inchiostro della sua immaginazione a quelle ravvicinate sull’imperturbabile faro rendono senz’altro questa storia magica.

The Lighthouse from Trim Tab on Vimeo.

Kubo e la spada magica dello Studio Laika

L’ultimo capolavoro firmato Laika è basato su una storia tradizionale giapponese in cui il protagonista è un piccolo eroe di nome Kubo. L’equipe Laika anche questa volta si distingue per la perfezione con cui riesce a particolareggiare il tutto, partendo dai meravigliosi origami che il piccolo Kubo, da bravo cantastorie riesce ad animare a suon di shamisen (strumento musicale giapponese a 3 corde), andando agli elegantissimi ricami dei piccoli kimono. Un elenco che potremmo continuare all’infinito, se pensiamo al singolo pelo di pelliccia meticolosamente incollato su uno dei personaggi guida del racconto Scimmia, ma mi fermo qua linkandovi il video del work in progress davvero utile a rendere l’idea dell’incredibile lavoro d’artigianato eseguito da uno dei più importanti studi al mondo in questo genere.

Laika LLC è considerato tra i più importanti studi di animazione esistenti, parte de “La sposa cadavere” (2002) di Burton fu realizzato proprio negli studi di Laika Entertainment, nella sezione dedicata ai lungometraggi.

Ripe Rock di Max Winston

Max Winston è un animatore e compositore di colonne sonore californiano. Occupandosi in modo particolare del genere in stop-motion, per la quale si è visto impegnato nell’ideazione e realizzazione di una serie tv e nella realizzazione di cortometraggi, con “I live in the Woods”, realizzato durante l’ultimo anno alla CalArts (California Institute of the Arts), ha ricevuto importanti approvazioni in diversi festival.

I Live in the Woods! from Max Winston on Vimeo.

La sua estetica splatter, visionaria e surreale, potrebbe essere poco apprezzata dai deboli di stomaco e dai puri di cuore. Va sicuramente ammesso però che questo regista, in un modo sorprendentemente simpatico, rompe gli schemi dell’animazione tradizionale.
In “Ripe Rock” una creaturina davvero bizzarra e buffa di sesso maschile nasce da un frutto, in un modo altrettanto bizzarro la stessa si ritrova in un altro mondo pronto per una nuova Genesi.

RIPE ROCK from Max Winston on Vimeo.

La mia vita da Zucchina di Claude Barras

Lungometraggio francese presentato all’ultimo Festival di Cannes, tratto dall’omonimo romanzo di Gilles Paris e diretto dal regista svizzero Claude Barras, La mia vita da Zucchina è un prezioso gioiello di film realizzato in stop-motion. Vince il premio Annecy come miglior lungometraggio d’animazione e con molta probabilità prossimo alla ricezione di molti altri riconoscimenti, questo dolcissimo film tratta i temi del disagio sociale legato al mondo dell’infanzia in un modo per niente scontato.
Il protagonista è un bambino di 9 anni che, rimasto orfano a causa di un grave incidente familiare, viene mandato in un orfanotrofio dove conosce un singolare gruppo di bambini. Nonostante i bambini siano uniti tra loro dal piccolo sventurato destino, è interessante notare come il narratore abbia sfruttato i diversi traumi subiti, dei più atroci che un infante possa affrontare, per creare la diversa caratterizzazione dei personaggini.
Attualmente è proiettato in alcune sale cinematografiche, ne consiglio vivamente la visione!

Moving On di Anslie Henderson

L’artista scozzese Anslie Henderson oltre ad essere musicista è anche un regista d’animazione che si è fatto strada nel campo della stop-motion ricevendo dei riconoscimenti BAFTA (premio 2013 e nomination 2014) per The Making of Longbird  e I am Tom Moody.
Il lavoro che voglio mostrarvi è stato realizzato da Henderson nel 2014 come videoclip per il brano Moving on della band James nel 2014.
A causa di un male incurabile una vita è appesa ad un filo (nel vero senso della parola), una persona sta per lasciarci ma ecco che mentre si allontana, si presenta sotto un’altra vita con l’immagine di una reincarnazione.
Il giallo, colore della gioia e della vitalità dominano totalmente la scena.
E’ un omaggio alla vita.

Moving On from ainslie henderson on Vimeo.

 

Lo spot in camicia di Jack Cunningham

In pochi minuti Jack Cunningham è sicuramente riuscito a veicolare il messaggio di un’azienda inglese che produce camicie.
Attenzione al dettaglio, cura dei materiali, atmosfere di dedizione e sacrificio trasmesse in questi pochi frame.
E’ un’estetica Wabi-sabi che con la propria imperfetta transitorierà riesce a placare gli animi dello spettatore. Buona visione.

Proper from Nexus on Vimeo.

Intervista al regista Paolo Gaudio

La ricerca artistica di Paolo Gaudio ruota intorno al genere fantastico, regista e animatore, da quest’anno sarà docente del nuovo Master in stop-motion che si terrà presso la Rainbow Academy. Dopo gli studi umanistici in filosofia presso l’Università della Calabria, la sua formazione dirotta verso l’universo della regia cinematografica alla NUCT (Nuova Università di Cinema e Televisione) di Roma.
Sono convinta che la sua esperienza e il suo talento siano stimolanti per chiunque voglia sostenere la causa dell’animazione e del genere fantastico in questo Paese.

 

 

Come nasce il tuo amore per l’animazione e precisamente per la stop­motion?

Da bambino ero solito vedere film come ‘Simbad’ o ‘Gli Argonauti’,  li adoravo. Tuttavia, i mostri mitologici che gli eroi di queste  pellicole combattevano, mi terrorizzavano sul serio. Medusa, Hydra, le Arpie o l’esercito degli scheletri erano davvero spaventosi ai miei occhi, così mio padre cercò di  tranquillizzarmi, confidandomi che si trattava di puppazzi di carta e non di veri mostri. Questa rivelazione mi colpì  profondamente, tanto da spingermi nel tempo a volerne sapere sempre di più circa questa “carta animata” e a innamorarmi  perdutamente del cinema, dell’animazione e del passo uno.

 

Durante gli anni della tua formazione, quali sono stati i tuoi  punti di riferimento o i tuoi idoli?

Facile: da Tim Burton a Terry Gilliam, passando per John Carpenter, Joe Dante e Robert Zemeckis, fino a raggiungere JeanPierre Jeunet e Michael Gondry. Ovvero, tutti quei cineasti che hanno lavorato sulla fantasia e sull’avventura. Sono stato molto condizionato dai loro film e ancora oggi mi sento legato a quella visione che ha caratterizzato gli anni ’80 e che poneva il fantastico all’interno del quotidiano. Lo straordinario nell’ordinario di tutti i giorni. Inoltre, non posso non menzionare il lavoro di due giganti della stop­motion: Ray Harryhausen e Phil Tippett. Magnifico.

 

Parlaci dei tuoi successi nel campo dell’animazione, come nascee  “Fantasticherie di un passeggiatore solitario”?

Nasce principalmente dalla passione e dall’amore che nutro per il cinema fantastico e successivamente come reazione a un fallimento produttivo di un mio cortometraggio che ho dovuto sopportare e che ancora adesso faccio difficoltà a digerire. “Fantasticherie…” è  stato un viaggio complesso, doloroso ed esaltate che mi ha condotto a realizzare un film anarchico e libero che nessuno voleva che facessi. Sono stati quattro anni faticosi che mi hanno  messo a dura prova, non solo da un punto di vista professionale ma anche da quello personale e affettivo. Durante questo cammino ho interrotto rapporti d’amicizia importanti e ne ho intrapreso di nuovi. Ho scoperto tante cose di me che non mi piacciono e che devo cambiare e molte altre che devo proteggere e far prosperare. Tutto questo fa di questa mia prima opera un’esperienza molto formativa per me e impossibile da ripetere. Il film, nonostante le  molte difficoltà, è stato accolto molto bene dal pubblico e dalla critica, trovando distribuzione nazionale – ma presto anche  all’estero :)­ e spazio in oltre 30 Festival internazionali. A oggi ha ricevuto 11 premi in giro per il mondo e questo percorso  festivaliero continuerà fino ai primi mesi del 2017.

 

Durante il tuo percorso professionale hai avuto modo di  interfacciarti con contesti internazionali, quali sono le differenze sostanziali incontrate all’estero e come credi che in Italia si possa fare per migliorare le possibilità in questo settore?

Il limite maggiore, a mio avviso, è l’assenza di un vero sistema produttivo e distributivo capace di emanciparsi da iniziative isolate – come la mia d’altronde – di registi o produttori, consentendo al nostro cinema di sfruttare tutto il proprio potenziale creativo e imprenditoriale. In questo momento il nostro Paese persevera nella realizzazione di progetti troppo simili l’uno con l’altro, mentre filmografie estere hanno la possibilità, le leggi per lo spettacolo, il mercato e il coraggio di proporre cose differenti al pubblico di tutto il mondo. Il Genere ha sempre rappresentato un linguaggio adatto al grande pubblico, capace di superare i confini del proprio territorio di origine. Mentre, da troppi anni in Italia è diventato spazio per cineasti coraggiosi di ricerca e per un pubblico di nicchia. Tuttavia, qualcosa sembra muoversi, ad esempio nel Genere Crime e questo mi fa sperare che possa accadere anche con l’animazione o il fantastico. Nel mio piccolo, proverò con tutte le mie forze a contribuire che questo cambiamento avvenga.

 

Tra pochi mesi partirà il nuovo Master in Stop­motion che ti vedrà coinvolto come docente, cosa pensi possa offrire questo master rispetto ad altri percorsi di formazione?

Innanzitutto, si volge all’interno di uno Studio tra i più importanti e attivi dello Stivale: Rainbow CGI. Gli studenti faranno lezione dove animatori professionisti realizzano cartoni animati distribuiti su scala internazionale. E’ un’occasione straordinaria per confrontarsi direttamente con il mondo del lavoro, durante il periodo di formazione, verificando da subito dinamiche riscontrabili in ogni studio d’animazione del mondo. E’ un’opportunità che solo l’Academy di Rainbow può offrire e che nessun altro corso, workshop o simili può vantare. I nostri iscritti non solo acquisiranno tutto ciò che si deve sapere sul passo uno, ma avranno anche la possibilità di confrontarsi con professionisti, produttori e registi che ogni giorno sono impegnati nel loro lavoro nello Studio.

 

Il nuovo Master permetterà agli alunni di realizzare un film in  stop­-motion di alta qualità, si potrebbe già anticipare qualcosa sulla trama della storia che dovrà essere animata o è ancora troppo presto? 

L’unica cosa che posso dirti che ogni iscritto, nella seconda metà  del corso, avrà l’opportunità di essere inserito come animatore nella produzione di un progetto in stop­-motion di ultima generazione ­ replacement animation, al fine di mettere in  pratica tutti gli insegnamenti teorici acquisiti durante la prima parte. Tuttavia, non si tratta di un corto personale e relativo,  ma di un progetto collettivo da sottoporre allo Studio come svilluppo di un nuovo lungometraggio animato. Il look è quello di un fantasy epico ispirato al lavoro di Frank Frazetta, un po’ Conan il Barbaro, un po’ John Carter da Marte. Sarà davvero molto divertente.

 

Parlaci dei tuoi progetti attuali o futuri.

Sto sviluppando una serie animata in stop­motion per l’infazia e  parallelamente, sto cercando di mettere in piedi il progetto su Lovecraft che rincorro da tempo. Mi riferisco a “DAGON”,  adattamento in salsa action anni ’80, di due racconti tratti dal  “Ciclo di Cthulhu”. Scharzy vs Cthulhu, rigorosamente in claymation.

 

Arriva il primo Master professionalizzante in Stop-Motion

C’è un’importante novità formativa lanciata dalla Rainbow Academy di Roma, il primo Master professionalizzante in Stop-Motion, un Master concepito sia per i neofiti ma anche per chi si sta già affacciando a questo stile narrativo.
L’obiettivo che il corso si prefigge è quello di fornire a studenti ed appassionati di cinema – ma anche a registi, animatori e film-maker – gli strumenti e la tecnica che sono alla base dell’animazione stop motion, per realizzare un piccolo cortometraggio animato completamente a passo uno.
Al termine di tale corso, ogni partecipante avrà appreso le opportunità che questa tecnica offre, nonché i trucchi per realizzare al meglio un soggetto e la tecnica di  animazione  del puppet.
Naturalmente si apprenderanno le tecniche per l’utilizzo di alcuni  strumenti fondamentali per la cattura dell’animazione in stop motion:  la reflex ed il rivoluzionario software Dragon Frame.
Il Master avrà come docente il regista Paolo Gaudio, attivo da anni nel settore dell’animazione, di cui abbiamo già parlato grazie al suo “Fantasticherie di un passeggiatore solitario”, lungometraggio realizzato in tecniche d’animazione mista e live action, vincitore di numerosi riconoscimenti e premi internazionali.
Durante il master interverranno anche altri professionisti di settore per affrontare argomenti specifici.
Il Master partirà a Novembre e prevederà un impegno di 2 giorni a settimana per 4 mesi per un totale di 100 ore.

Programma Didattico:

– Storia, teoria, Worksflow lavorativo
– Cut out, Claymation, Puppet animation
– Assemblaggio dello scheletro
– Modeling e casting in gomma della maquette rigida
– Montaggio del cast sullo scheletro
– Colorazione e creazione del vestito per la maquette
– Illuminare e renderizzare il set 3D
– Principi di animazione tradizionale
– Animazione Stop Motion
– Compositing Finale

 

 
La Rainbow Academy è l’unica Accademia di Animazione 3D ed Effetti Speciali in Italia ad essere inserita all’interno di un contesto produttivo che permette ai propri alunni di essere guidati da professionisti di settore. L’obiettivo dell’Accademia è di formare allievi pronti, una volta terminato il percorso didattico, ad inserirsi in un contesto professionale e produttivo importante.
I Corsi di Grafica 3D sono consigliati a tutti gli appassionati di Animazione, Effetti Speciali, Architettura e Rendering Fotorealistico.
L’Accademia fa parte del più importante gruppo Italiano nel mercato dell’Entertainment per ragazzi, “RAINBOW”. La società con le sue decine di aziende è ormai leader assoluto nel mercato europeo per la produzione ed ideazione di contenuti editoriali, video multimediali e interattivi, comics, giocattoli, film di Animazione 3d per il Cinema, Videogames e Parchi a Tema.

www.rainbowacademy.it

 

L’evoluzione della stop-motion dal 1900 al 2016

Sicuramente è un ambizioso tentativo, quello del giovane video maker Vulgar Efendi, di racchiudere in 03:03 l’evoluzione della stop-motion dal 1900 ai giorni nostri. Gli spezzoni dei lungometraggi tra i più importanti della storia del cinema, eseguiti in questa tecnica, sono uniti tra loro in un montaggio video.

La materia con la propria veridicità, diviene il filo conduttore che collega l’operato di registi vissuti in epoche diverse.
La verità emerge attraverso l’espressione e nella stop-motion è come un bagliore che colpisce in un determinato momento dopo una serie di centinaia di movimenti che finalmente possono svelarsi.
Il nostro medium è la materia e ciò che tocchiamo è ciò che ci rende parte del mondo, lo stesso mondo di una volta, lo stesso mondo di sempre.