Victor Haegelin, tra stile ed umorismo

I prossimi video testimoniano come le qualità umoristiche di un animatore possano ben accostarsi al buon gusto e all’eleganza seguendo una direzione fortemente creativa, il suo esecutore è Victor Haegelin un regista francese abilissimo nell’utilizzo della stop motion.

Le curieux dîner de Noël coodiretto insieme a Mary Clerté

Egli è un componente di Partizan, lo studio considerato il più creativo al mondo per la produzione di video musicali, spot pubblicitari, documentari, lungometraggi, animazioni, contenuti digitali ma anche di eventi interattivi e installazioni. La realtà di questa azienda è molto interessante, non soltanto per la sua dislocazione nei centri artistici tra i più importanti come Londra, Parigi, New York e Berlino,  ma anche per il gran numero di operatori eccelsi che vi collaborano, per citarne uno abbiamo anche Gondry.

Ma adesso vi lasciamo al ritmo del Tango e con una sana voglia di cioccolato che per il giorno della Befana sarà soddisfatto 🙂

 

Tango Del Mass from Patator on Vimeo.

Intervista a Mammafotogramma

Lo studio Mammafotogramma è composto da 5 ragazzi con uno spiccato senso artistico che abbraccia svariati settori, molto presenti soprattutto in ambito video e animazione. Lavorano molto bene esplorando soluzioni interessanti sotto molti aspetti, sia dal punto di vista del design che della ricerca stilistica e donando un tocco di genuina e sperimentale creatività ai loro lavori.

Ed ecco per loro alcune domande:

Chi sono i membri di Mammafotogramma?
A Mammafotogramma siamo in 5 Gianluca Lo Presti (regista, animatore, costruttore), Giulio Masotti (architetto, scenografo, inventore), Marco Falatti (scultore, puparo, animatore), Federico Della Putta (illustratore, storyboarder ) ed Ettore Tripodi (disegnatore, pittore, scenografo). Siamo tutti classe 1985, la nostra formazione è varia, Gianluca ha frequentato il CSC, Marco, Federico ed Ettore erano all’accademia di Belle Arti, Giulio è laureato in Architettura.

E’ molto interessante vedere la sinergia che c’è tra la le varie espressioni creative. Come è nata precisamente la volontà di lavorare anche nel mondo del design?
La natura eterogenea del nostro gruppo ci ha sempre portato ad andare oltre la singola specificità delle nostre competenze, ibridando l’operato dell’uno con quello di tutti. Il film stà stretto relegato nella cornice del fotogramma e invade lo spazio assumendo altre forme, indagando nuovi significati, coinvolgendo altri sensi. Da questo approccio al lavoro nascono ambienti sensibili, oggetti di design, architetture animate.

Quanto incide la tecnica della stop-motion nel vostro lavoro e sotto quale forma prediligete utilizzarla (puppets – urban motion – etc..)?
La tecnica della stop-motion è per sua natura multidisciplinare ed è sempre stata molto affine al nostro modo di operare. Scegliamo le tecniche in funzione del progetto che vogliamo realizzare, non siamo legati ad una in particolare, è l’idea che ci suggerisce quali utilizzare.

Il lavoro sullo zootropio è stato tra quelli che ci ha particolarmente colpiti, ci potreste parlare del progetto?
Lo zootropio è il chiaro esempio di un’animazione che fuoriesce dalla “gabbia” del riquadro cinematografico ed invade lo spazio, un’ottima summa di quello che dicevamo poc’anzi.Il più interessante che abbiamo realizzato è sicuramente quello per l’allestimento della mostra “Al gran sole carico d’amore”, un percorso interattivo dedicato all’omonima opera di Luigi Nono, in questo caso la dimensione scenotecnica dello zootropio rievocava a meraviglia il carattere e le atmosfere dell’opera, unendo luce, movimento e musica in un unicum magico e coinvolgente.

The Zoetrope from MammaFotogramma on Vimeo.

Quali animatori che vi hanno segnato particolarmente?
La lista potrebbe essere molto lunga, ma per citarne qualcuno sicuramente tra i nostri preferiti abbiamo Jan Svankmajer, Norman McLaren, Brouce Brickford, Oskar Fishinger.

Quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato (o che incontrate abitualmente) e cosa desiderereste per renderlo migliore?
La grossa difficoltà per chi fa il nostro mestiere in Italia oggi è che non esiste più un’industria del cinema d’animazione. La richiesta c’è, ma spesso non ci sono i mezzi economici per sostenere realmente i progetti. Le nuove tecnologie hanno incredibilmente abbassato i costi di produzione permettendo anche a piccole realtà come la nostra di intraprendere imprese fino a pochi decenni fa impensabili, però questa “facilità” spesso è un boomerang. Anche i mezzi di comunicazione hanno avuto un’espansione esponenziale che richiede di conseguenza una produzione di contenuti mai vista prima, c’è la necessità di “riempire” spazi comunicativi in continua espansione, questo comporta inevitabilmente un abbassamento (se non un crollo…) della qualità media dei progetti ed anche dei budget.Aggiungiamoci una gestione politica che pianifica investimenti con scarsa lungimiranza ed ignora sempre di più la sfera culturale considerandola (a torto) di scarso rendimento economico.Ritagliarsi una nicchia di mercato che consideri la qualità dell’opera, del lavoro, delle condizioni di lavoro e del processo nel suo insieme è difficile, ma non è un’esclusiva dei “tempi moderni”, è sicuramente sempre stato difficile, per cui noi continuiamo curiosi e convinti della nostra direzione.

YOGURT FATTO IN CASA from MammaFotogramma on Vimeo
www.mammafotogramma.it

Corsi di animazione a Milano by Microfilmstudio

Li abbiamo già presentati durante una delle nostre interviste, sono i ragazzi del Microfilmstudio di Milano sempre attivi nel settore dell’animazione sia dal punto di vista creativo che didattico. Il loro è uno studio multifunzionale che, grazie al lavoro di squadra riesce ad affrontare una ampia gamma di richieste: dall’animazione in stop motion al 3D passando per l’illustrazione la motion graphics e ancora dalla fotografia alla post-produzione, dalla scultura alla scenografia.
Microfilmstudio mette a disposizione le proprie competenze attraverso dei workshop rivolti a bambini e ragazzi ed organizzati all’interno Museo del Fumetto di Milano – Spazio Wow. Durante i corsi, che si svolgono tutti i sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30, è possibile vedere immersi i giovani partecipanti all’interno del fantastico mondo dell’animazione, questa volta però sotto le vesti di diretti esecutori. Microfilmstudio propone diversi percorsi formativi, workshop dalla durata di 20 ore ciascuno e laboratori didattici tesi alla divulgazione della storia dell’animazione, la tecnica esecutiva e la realizzazione finale di un filmato animato creato con la tecnica dello Stop Motion.

 

Corsi di animazione Museo WoW from federico cadenazzi on Vimeo.

 Workshop:

ANIMAZIONE IN STOP MOTION
Dalla nascita dell’animazione alla creazione di un corto

Corso di 40 ore in 20 lezioni a cadenza settimanale – dai 10 anni in su
€ 500,00+IVA a partecipante – 20 partecipanti

 POOO-PAZZI
Storia dell’animazione legata ai pupazzi e costruzione dei personaggi attraverso le tecniche delle grandi produzioni cinematografiche
Corso di 40 ore in 20 lezioni a cadenza settimanale – dai 18 anni in su € 700,00+IVA a partecipante – 10 partecipanti

 

Laboratori didattici:

JUMP!!!
Il laboratorio è teso alla realizzazione di un breve filmato animato realizzato con la tecnica della StopMotion
90 minuti – € 300,00+IVA

ANIMIAMO LA CITTA’
Imparare i trucchi per animare le proprie illustrazioni sullo skyline di una città
180 minuti – € 600,00+IVA

TRA MELIES E MUYBRIDGE
Il laboratorio prevede che i partecipanti realizzino dei brevi filmati utilizzando la tecnica della pixillation, ovvero l’animazione con persone
90 minuti – € 300,00+IVA

 LA VITA SEGRETA DEGLI OGGETTI
I partecipanti dovranno dar vita ad oggetti vari e realizzare un ipotetico viaggio di questi attraverso gli spazi disponibili
90 minuti – € 300,00+IVA

 SAGOME
Il laboratorio prevede la sperimentazione delle principali tecniche di animazione tradizionali
180 minuti – € 600,00+IVA

MARIONETTE
Il laboratorio prevede la realizzazione di marionette di cartoncino articolate nei principali snodi tramite fermacampione
180 minuti – € 600,00+IVA

ANIMIAMO LA CITTA’
Le animazioni, realizzate su sagome di cartoncino, verranno animate sfruttando la trasparenza del vetro attraverso un gioco di calamite sullo skyline di una città
180 minuti – € 600,00+IVA

 

Per maggiori informazioni
Federico Cadenazzi
+39 393 2302419
federico@microfilmstudio.it

Nuccio Rotolo
+ 39 3471495068
nuccio@microfilmstudio.it

www.microfilmstudio.it

Come costruire un Gromit

Will Harding, modellista e character designer della Aardman Studios, durante l’ExpoPixel del FFF di quest’anno ha mostrato in che modo realizzare un Gromit, uno dei protagonisti della famossima serie Aardman “Wallace & Gromit”. Durante il workshop sono stati messi a disposizione di ciascun partecipante, alcuni pezzi di plastilina. Ogni partecipante, sotto indicazioni di Harding, ha provato a comporre il personaggio. A fine lavoro è nato un vero esercito di Gromit.
In questo tutorial vi ripropongo ciò che ho imparato.

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Le quantità di plastilina, precedentemente proporzionate per colore, sono state assegnate in parti uguali a tutti i partecipanti. Nella seguente foto possiamo notare in quali proporzioni sono stati distribuiti i colori interessati :
BIANCO-MARRONE-NERO

 

 

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Formate 12 piccole palline di bianco per le dita, 4 palline un po’ più grandi delle precedenti per le zampe e realizzare gli arti creando dei cilindri da 4 cm circa. Creare Il busto del personaggio realizzando una poltiglia a forma di palla allungata, considerare un’estremità di quest’ultima più affusolata rispetto all’altra per destinarla all’attacco del capo. Realizzare la testa di Gromit. Effettuare la giusta distribuzione della pasta modellabile per permettere la giusta proporzione del corpo.

 

 

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Schiacciare le 4 palline destinate alle zampe ed applicare su ognuna 3 delle 12 dita preparate precedentemente. Per unire al meglio le zampe agli arti, realizzate delle piccole poltiglie che faranno da giuntura, fate la stessa cosa per unire la testa al busto.

 

 

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Per la realizzazione della testa e del viso, si parte da una poltiglia tonda allungata più piccola rispetto a quella utilizzata per il busto. Anche in questa allungate e affusolate un’estremità, considerandola la parte superiore della testa. Con l’ausilio dell’indice create 2 infossature. La prima dovrete crearla nella parte inferiore del pezzo (la parte più gonfia) pigiando delicatamente, come a voler lasciare un’impronta digitale, assicurandosi di creare una forma leggermente concava e circolare. Nella seconda invece sfruttate la forma cilindrica del dito per creare un’infossatura a modi “onda”, in questo modo potrete pronunciare le sopracciglia e contemporaneamente creare la sede per gli occhi.

 

 

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Comporre il corpo di Gromit unendo le varie parti bianche. Concludete inserendo la plastilina nera e marrone. La prima distribuitela per creare gli occhi e il naso, quest’ultimo verrà inserito nella sede tonda realizzata precedentemente. La seconda è invece destinata alle orecchie che dovrete abilmente applicare sopra il capo del nostro personaggio.

 

 

 

10 bellissime pubblicità in stop motion

Nel secondo dopo guerra, in Italia, si diede vita all’oramai celeberrimo carosello, una forma di pubblicità molto creativa ed unica al mondo. All’epoca, la Stop Motion era l’unica tecnica di animazione esistente. Gli spot pubblicitari, soprattuto quelli a firma di Armando Testa, sono diventati storici soprattutto per l’utilizzo di questa tecnica. Un uso che è continuato fino ai giorni nostri e si è evoluto raggiungendo livelli altissimi. Per il suo intrinseco piacere visivo, la stop motion è sicuramente indicatissima per veicolare il messaggio pubblicitario. Chiaramente il giusto accompagnamento sonoro gioca un ruolo determinante per questo genere di animazione. Se poi, come nei filmati proposti, l’azienda da promuovere è molto importante, gli studi creativi possono contare su budget molto alti e quindi ottenere risultati decisamente affascinanti. In ogni caso a farla da padrone rimane sempre la creatività e qui ne abbiamo 10 splendidi esempi.

Animazione e cibo? Ecco 10 Food Motion.

Il cibo è da tempo una grande fonte di creatività per molti animatori. Artisti di qualsiasi disciplina amano confrontarsi nelle loro creazioni con il cibo, probabilmente perché l’immaginario legato al mondo alimentare comporta il coinvolgimento di svariati sensi. Si dice infatti che un’opera sia davvero d’impatto quando riesce a suggestionare il maggior numero di sensi umani.
Con il termine “food motion” voglio indicare quel tipo di animazione realizzata con l’ausilio del cibo, si tratta di una voce non ufficiale tra le tipologie di stop-motion ma rende bene l’idea 😉
Generalmente tre le food-motion possiamo trovare cortometraggi, spot pubblicitari, video-ricette e molto altro.
Ecco 10 esempi di food-motion selezionate per voi:


Non si poteva non iniziare questa carrellata con il genio di Jan Svankmajer.

 


In questo super spot da Kombat Films a essere mangiato è una rivista.

 


L’intera opera di questo artista francese ruota attorno al cibo, si tratta di Alexandre Dubosc.

 


Una stupenda video ricetta visualizzata da oltre 12.000.000 di persone. Pes è l’animatore tra i più noti per la realizzazione di questo stile di animazione.

 


Una merenda per gli amanti dei brickfilm, animazione realizzata con i tanto amati Lego.
Su questo genere ormai sul web se ne può trovare una serie.

 


Una golosissima video ricetta per preparare cake ripieni al cioccolato.

 


Per gli amanti di frutta e verdura.

 


I dolci sogni di un bignè si avverano grazie alla bravissima animatrice Kristen Lepore.

 


Semplicissima ricetta di biscotti al cioccolato.

 


Terminiamo con un altro video di Pes  specializzato proprio in questo genere 🙂

Intervista alla Magic Mind Corporation

about love frame

Magic Mind Corporation è uno studio creativo specializzato in animazione con sede a Berceto sull’Appennino Tosco Emiliano. Fondato nel 2006, attualmente è costituito da Giacomo Agnetti e Ilaria Commisso. Entrambi scoprono la loro passione per l’animazione seguendo percorsi differenti.
Ilaria, diplomata in illustrazione a Milano, scopre di prediligere la scultura grazie alla collaborazione sul set di Tramondo.
Giacomo, spinto dal consiglio materno, decide di frequentare il corso di montaggio cinematografico alla Scuola di Cinema – Televisione e Nuovi Media di Milano coniugando le sue due grandi passioni per la scrittura e la fotografia.
Magic Mind Corporation ha vinto numerosi premi a livello internazionale grazie alle loro animazioni realizzate in stop motion. In questa lunga ed interessante intervista approfondiamo alcuni temi legati alle loro scelte stilistiche e alle problematiche riscontrate lavorando in questo settore in italia.

 

Raccontateci come è nata l’idea di “Tramondo” ?

Il cortometraggio Tramondo nasce più dalla voglia di “fare qualcosa” che da una vera ispirazione artistica. Fatto sta che Davide Bazzali, che all’epoca muoveva i primi passi nel teatro, si mise all’opera e scrisse la sceneggiatura. Doveva essere una storia che raccontava dei vizi e delle delusioni della società contemporanea e Davide scelse di utilizzare la metafora della sigaretta per descrivere sia l’indebolimento spirituale dei singoli individui che l’offuscamento delle informazioni ( e delle idee) da parte dei media. Volevamo creare qualcosa che avesse il sapore del film Delicatessen di Jeunet e Caro e la visionarietà di Blade Runner (addirittura!). A ripensarci mi scappa da ridere! Eravamo all’inizio della nostra carriera, cercavamo di mettere insieme persone che avessero tempo e talento e per fortuna abbiamo incontrato uno stuolo di persone che poi sono diventati grandi professionisti. Presentammo il progetto alla Scuola di Cinema che a fine corso mette a disposizione studi e attrezzature agli ex studenti.


In quanto tempo siete riusciti a realizzarlo?

Nell’arco di un mese eravamo pronti a girare ma…non avevamo ancora i pupazzi! Non avevamo nemmeno idea di come realizzarli. Per fortuna sulla nostra strada inciampò Ilaria Commisso, che prese a cuore il progetto e iniziò a fare ricerca sul campo per realizzare i personaggi del cortometraggio. Ci facemmo tutti in quattro e dopo un paio di mesi di duro lavoro avevamo terminato le riprese. Montammo il tutto e ne venne fuori una storia così decadente che non poteva che chiamarsi Tramondo. Nella storia non c’è nessun personaggio positivo, sono tutte orribili persone. Insomma, degli inguaribili pusillanimi. Per quanto il corto fosse carico di errori sia di animazione che di montaggio, presentava una regia interessante e la fotografia era venuta una meraviglia (questo grazie a tutti gli amici d.o.p che si sono alternati nei due mesi di lavorazione).

 

Immagino che il risultato fu comunque soddisfacente…

Alcuni professori rimasero piuttosto freddi riguardo all’opera finita, che però  iniziò a vincere in svariati festival e finì per essere candidato in cinquina al David di Donatello come miglior cortometraggio italiano. Fu una bella soddisfazione, un bel successo che però non riuscimmo a sfruttare minimamente perché all’epoca eravamo molto ingenui. Avevamo l’impressione di aver fatto tutto quel che doveva esser fatto, ma la realtà è che la vita di un’opera inizia proprio quando è finita. L’impegno che bisogna mettere nella distribuzione è forse anche maggiore rispetto a quello della produzione.

 

Per la cotruzione dei vostri puppets quali materiali preferite?

Non abbiamo nessuna ricetta nostrana, come ogni opera necessita della sensibilità di una persona per essere raccontata, ogni pupazzo necessita del giusto materiale.
Carta, plastilina, fimo, cartoncino vegetale, sabbia, calamite, vanno tutti benone, purché rispecchino il carattere dei personaggi. Inizialmente Ilaria Commisso e Francesco Duranti hanno costruito i primi pupazzi utilizzando ferri di tutti i tipi. Francesco costruiva le armature utilizzando le maglie delle catene delle biciclette unite a sfere saldate su sbarre di metallo. Funzionavano perfettamente, ma si usuravano e dopo qualche giorno di animazione le articolazioni cedevano. Con il tempo abbiamo capito che era meglio acquistare pezzi creati appositamente per la costruzione di pupazzi per stop.motion. Esistono diversi siti online che li vendono. La cosa migliore comunque è sperimentare. Alcuni dei personaggi migliori, come la donna cicciottella che viene uccisa nell’Horror Show sono stati creati con legno, gommapiuma, un flacone vuoto di detersivo e giunti professionali per animazione. Certo, per creare l’armatura esiste sempre l’alternativa del filo di bronzo o di alluminio, che rappresenta sempre un ottimo compromesso qualità prezzo, ma niente da la precisione dei giunti professionali. Per bloccare i personaggi al suolo del set invece utilizziamo calamite. Sono comode, ma è necessario che i piedi del personaggio siano piuttosto grandi, altrimenti è obbligatorio ancorarli con le viti.

 

Come nasce la sceneggiatura di “About love”?

Avevo appena letto i libri di Douglas Adams e ne ero rimasto molto colpito. Quel suo modo di scrivere è perfetto per il linguaggio cinematografico dei cortometraggi. Ironico, veloce, sottile.
Stavo cercando uno stratagemma per allontanarmi dalla drammaticità perché dopo aver partecipato a numerosi festival con Tramondo mi ero reso conto che gli spettatori dedicavano molta più attenzione ai cortometraggi comici. Mi misi a scrivere la storia di Adam e Jane. Volevo raccontare tutte le parti salienti della loro storia in meno di 5 minuti. Buttai giù la storia in un pomeriggio e dopo aver aggiustato il tiro con gli altri ragazzi decidemmo che poteva funzionare. Dato che venivamo dall’estenuante esperienza di Tramondo, con tutti i problemi di produzione annessi, decisi di tirare fuori dal cassetto una vecchia idea risalente a quando lavoravo come cameriere. Sulla porta di metallo del frigorifero della cucina venivano appese le comande con delle calamite rotonde.  A fine giornata mi divertivo a creare personaggi composti di calamite. Ne parlai ad Ilaria che riuscì a creare personaggi espressivi applicando il fimo alle calamite. Nell’arco di una settimana girammo e montammo il tutto. Per il resto fu un successo.

 

Che riscontri ha avuto?

Vinse parecchi festival, venne candidato ai Nastri d’Argento e dopo la selezione ufficiale ad Annecy i festival di mezzo mondo ci contattavano per chiederci di inviargli il cortometraggio. Insieme alla Gertie srl di Milano il cortometraggio divenne in seguito una serie tv con episodi da 3 minuti che però ad oggi deve ancora trovare una distribuzione. Spero che qualcuno si faccia avanti.

 

Ormai sono 7 anni che operate in questo settore, quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato?

Come studio e come persone abbiamo fatto una scelta in controtendenza, perché abbiamo deciso di allontanarci dalla città e aprire lo studio in un luogo piccolo e decentrato. Questa scelta porta inevitabilmente lo svantaggio di avere meno contatti e quindi un po’ meno lavoro, il che potrebbe sembrare un male per tutti quelli che hanno una mente imprenditoriale normo-dotata. Dal punto di vista umano però questa scelta permette di lavorare bene, con tempi più rilassati, di avere molte meno spese di affitto, e di poter condurre parallelamente anche una vita all’aria aperta, elemento che ritengo fondamentale dato che gli animatori passano buona parte del loro tempo nel buio dei set. In Italia il problema maggiore che ho riscontrato è legato ai contenuti. Tutte le volte che i produttori mi dicevano con un sorriso malizioso che era difficile fare accettare i contenuti della serie di About Love (qualche tradimento, un po’ di sesso stilizzato tra calamite rotonde) rimanevo stupefatto. Per fortuna si sta aprendo il mondo delle televisioni web, anche se per ora i budget non vanno proprio d’accordo con l’animazione.

 

Cosa desiderereste per rendere migliore il settore dell’animazione?

Vorrei non doverlo dire, ma abbiamo iniziato da poco a collaborare insieme all’ottimo studio Kairòs per l’estero (Norvegia) e per ora sembra che tutto scorra in maniera ragionevole, quasi da non crederci.  L’animazione in ‘Italia è un paradosso, ci sono tanti giovani autori di talento che non vengono minimamente presi in considerazione dalle tv per il semplice motivo che non è ancora stato creato un palinsesto adatto ad educare il pubblico all’arte dell’animazione. Per la maggior parte degli italiani il termine “animazione” richiama i cartoni animati punto e basta. Agendo così, capolavori come Madame Tutlì Putlì, I met the Walrus o The man with the beautifl eyes, rimangono video non catalogabili che possono vivere solamente nei festival e sul web.
L’unica cosa che mi vien da dire è che qui servono capitani coraggiosi, più che produttori.

Created by
Giacomo Agnetti
Ilaria Commisso

Michel Gondry e il suo stile retrò

Michel gondry è un regista francese nato nel 1963 a Versailles, vive tra Parigi e Brooklyn. Il suo legame con il mondo della stop-motion oltre ad emergere attraverso svariati lavori, è stato palesato in occasione di un concorso, indetto dallo stesso regista, in cui invitava i suoi partecipanti a realizzare un cortometraggio con la medesima tecnica.

Attualmente è considerato tra i registi più sperimentali e creativi della produzione cinematogafica internazionale. Oltre ad aver prodotto e girato diversi film, ha realizzato anche numerosissimi spot pubblicitari e videoclip musicali.

Ciò che caratterizza la tipica scena di Gondry è la presenza di giochi ottici dei quali si serve per coinvolgere lo spettatore fino a destabilizzarlo.

gondryfoto

Altera la gravità per portare scompiglio alla normalità e analizza dettagliatamente alcuni momenti della vita con una visione ludica e persino romantica che rendono variopinta la sua ricercata psichedelia.

Per la realizzazione degli effetti speciali padroneggia superbamente tecniche digitali, ma predilige un approccio retrò attraverso il bricolage che utilizza per costruire manualmente moltissime sue scenografie e trucchi di scena. Gondry ammette questa sua preferenza connettendola al suo sogno d’infanzia di diventare un inventore come suo nonno. In una recente intervista ha dichiarato di essere stato profondamente segnato sin dall’adolescenza dal romanzo di Boris Vian  “La schiuma dei giorni” dal quale è stato tratto l’ultimo dei suoi film.

Vian fu uno dei maggiori esponenti della cultura parigina dello scorso secolo e Gondry ha sempre cercato di inserire la sua influenza all’interno delle sue opere. Il film nasce da una richiesta di alcuni produttori francesi che Michel ha accettato con coraggio quasi come una missione interpretando persino il ruolo del medico in qualità di attore. Non è la prima volta che vediamo Gondry sotto queste vesti, il film è uscito recentemente anche nelle sale italiane. Tra altre sue importanti pellicole vi sono “L’arte del sogno”, “Se mi lasci ti cancello”, mentre tra i videoclip musicali ricordiamo “Bachelorette” realizzato per Bjork e “Fell in love with a girl” per gli White Stripes. Michel Gondry è stato considerato un genio da molti, compresi i suoi colleghi Spike Jonze, Roman Coppola e Joseph Kahn.

 

Abbiamo rinnovato il sito!

0278Dopo quasi due anni abbiamo deciso di rinnovare il sito.
Utilizziamo questa fantastica immagine di Stefano Prina  per celebrare questa giornata.
Con l’occasione annunciamo che stop-motion.it sarà sempre più ricco di contenuti utili come tutorials, interviste con i professionisti e spazio per i giovani registi ed animatori.
Speriamo tanto che ti piaccia, noi lo facciamo per passione e cerchiamo di mettercela tutta!
Lascia un commento, dicci cosa ne pensi e se ti va di aiutarci, condividi questo fantastico mondo fatto di arte a tutto tondo 🙂