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L’Armatura dei personaggi per Stop-Motion

All’interno del modello in plastilina è necessaria una struttura rigida che ne sostenga il pupazzo, per questo esistono delle soluzioni sia fai da te che professionali :
Nel primo caso si potrebbe sicuramente avere un risparmio economico anche se di solito il risultato potrebbe sembrare troppo amatoriale.
La struttura si crea con del fil di ferro successivamente ricoperto d scotch di carta, sia per rinforzare lo scheletro che per far aderire meglio la plastilina.
Importante in questo caso, è utilizzare un filo non troppo spesso, altrimenti sarà faticoso attuare i movimenti. Questo più che un problema di forza “fisica”, costituisce un problema di forza “esercitata” sul modellino che potrebbe usurarsi.

Per quanto riguarda le soluzioni professionali, in commercio vi sono armature costituite da materiali innovativi  come quelle di George la prima armatura nata in Italia realizzata in fibra di carbonio. In questo caso vengono garantite la rigidità, la durevolezza e la massima fluidità nei movimenti.
Le articolazioni del puppet sono assicurate per mezzo di snodi a sfera o a cerniera, queste di solito (regolabili) sono molto sottili per rendere l’intera struttura leggera e facilmente snodabile.
Attraverso il cosidetto sistema Tie down system poi, è possibile fissare il modello al basamento sul quale dovrà muoversi, questo è molto importante ai fini della stabilità della figura ed anche per la sua conservazione, in prospettiva delle eventuali cadute che potrebbero danneggiarla considerevolmente.
Questo sistema è possibile attraverso dei dadi a farfalla che, con lo stesso principio di una morsa, si agganciano ai bulloni installati sotto i piedi del fantoccio. Un’alternativa a questo metodo è il modo magnetico, considerato però più complesso.
Di seguito il progetto esecutivo di un personaggio in silicone realizzato dalla studentessa Anna Pearson, nello skecthbook sono presenti le varie fasi di costruzione.

http://www.scribd.com/doc/156136670/Anna-Pearson-Puppet-Making

Object Animation

Come suggerisce già il suo nome questa tipologia di stop-motion è caratterizzata dall’animazione di oggetti. Un esempio di questo genere può essere la cara animazione dei Lego, pensate che grazie a quest’ultima è nato un vero proprio fenomeno, quello dei Brickfilms, è così che vengono denominati questo genere di videoclip.

brickfilms
Mattoncini Lego a parte, con la miriade di oggetti in circolazione sono infinite le possibilità che la object animation offre.
Si tratta comunque di un’animazione abbastanza semplice, in cui si può giocare a spostare cose come se fossero loro stesse a poter decidere le proprie sorti. Tuttavia a seconda delle varianti vi sono anche delle soluzioni più complesse, in cui si possono utilizzare gli oggetti per creare dei pattern.
La fase progettuale in questo caso è fondamentale.
Per pattern si intende uno schema ricorrente, in generale, può essere utilizzato per indicare una regolarità che si riscontra all’interno di un insieme di oggetti osservati immobili o in movimento nello spazio e nel tempo (per esempio, le macchie di un ghepardo o uno stormo di uccelli).

Dei post-it attaccati sopra una parete possono rivelarsi efficaci per ottenere un risultato molto interessante, infatti se collocati vicinissimi tra loro possono formare un pattern che in stop-motion si potrà attivare con lo stesso spostamento dei post-it. Per spiegare una stop-motion di questo tipo ricordiamo il video “Deadline” di Bang Yao Liu.
Il prossimo video è un classico esempio di object animation, legata ad una sorprendente colonna sonora.

 

 

Attività Ludica e Animazione

Quando da bambina vidi le prime stop-motion, quelle di Pingu e di Wallace&Gromit, scoprii per la prima volta un nuovo e insolito piacere visivo che normalmente non provavo davanti ad una qualsiasi altra animazione. Eseguite in claymation, (allora non sapevo di cosa si trattasse nè avevo la minima idea di come fosse realizzata) ne trovai molto interessante la  morbida tridimensionalità che in quegli anni non era ancora così frequente.
Molto dopo ritrovai dal vivo questa tecnica durante un momento ricreativo tra studenti, dove due amici cercavano di animare un pezzo di creta con l’intento di realizzare un piccolo corto. La possibilità di dare vita ad un materiale modellabile mi affascinò da subito, l’atto creativo si rafforzava per divenire creatore. Una stop-motion di questo tipo infatti prevede molto spesso la nascita di un esserino plasmabile che compie dei movimenti e vive delle situazioni emotive proprio come un uomo.
Qualche anno dopo insieme ad una compagna di corso, realizzai la mia prima stop-motion in cui il protagonista fatto di creta, unico abitante di un mondo sconosciuto, subiva continue trasformazioni prendendo sembianze di animaletti o creature mitologiche. Successivamente, insieme ad altre “compagne di gioco”, continuammo ad esplorare il mondo delle stop-motion attraverso la tecnica della claymation.
Lavorando principalmente con dei personaggi in plastilina, avevamo la necessità di pensarne le sceneggiature e le mini-scenografie. Il lavoro della scenografia e della realizzazione dei personaggi comprende almeno il 50% del compimento dell’opera, sono le fasi che impegnano maggiormente perchè ci si deve procurare i materiali giusti per provvedere a costruire le locations. Ovviamente non ci sono delle regole stilistiche, ognuno è libero di sviluppare la propria storia nell’ambiente in cui crede, certo è che la minuziosità assicura spesso ottimi risulltati, impreziosendo molto il tutto e apportando un vero e proprio personale carattere estetico al lavoro.

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Credo fortemente che l’attività ludica sia molto presente nella stop-motion.
Il gioco rappresenta per tutti, un elemento fondamentale nella vita che permette di metterci in relazione con una molteplicità di esperienze sia sensoriali che relazionali.
Attraverso il lavoro artigianale di una stop-motion, fatto di esplorazione di materiali, colori, spazi e luce, l’animatore manifesta una concreta intenzione di raccontare storie, perchè realizzate con fatica, covate dalla mente e schiuse con le mani.
Si dovrebbe pensare alla creatività come elemento caratterizzante tutti gli esseri umani e abbattere la comune convinzione che questa appartenga soltanto ad una stretta cerchia di persone. Divenendo così realmente più vicina alla gente, probabilmente ne conseguirebbe la diffusione di un maggior benessere mentale derivante dalla consapevolezza di possedere un proprio meraviglioso potenziale creativo.
Il seguente video dal titolo Sabbie Animate è stato realizzato nel corso dei laboratori per bambini, tenuti da Andrea Martignoni e Roberto Paganelli (Associazione Ottomani), in occasione del Festival “Isole che Parlano” 2010 – Palau (OT – Italia).

Puppet Animation

La puppet animation è una tecnica tipicamente usata per animare pupazzi, modellini, marionette o fantocci provvisti di un’ambientazione o mini scenografia.
Prima di iniziare a progettare il nostro personaggio dobbiamo decidere i materiali con cui realizzarlo.
Nel caso in cui optassimo per la creazione di un puppet in lattice o silicone abbiamo bisogno di seguire determinati passaggi:

    • Disegnare e progettare la figura su carta;
    • Realizzarlo in l’argilla;
    • Fare un calco in gesso dentro cui porre un’armatura d’acciaio con giunture a sfera o a cerniera;
    • Ottenuto il calco colarvi all’interno del lattice per coprire l’armatura;
    • Colorare questa piccola scultura mobile, rifinirla nei minimi particolari e vestirla con stoffa, pelliccia, pelle e quant’altro.

Guardate questo bellissimo work in progress in time-lapse durante la realizzazione di un puppet

La puppet animation è molto diffusa e comprende a sua volta delle proprie categorie. Il nome dei tipi di stop-motion molte volte dipendono dalla tecnica o dai materiali che si utilizzano per la realizzazione.

Puppetoons

E’ una  variante creata sulla base dei metodi impiegati da George Pal; questa tecnica impiega numerosi pupazzi identici fra loro, che si differenziano soltanto nella struttura interna, in modo da usare il pupazzo più adatto per l’azione del momento.

Per i personaggi de “La sposa cadavere” di Tim Burton sono state  costruite oltre 800 facce, di cui 135 diverse per ogni singola espressione e per ogni movimento della bocca, così da rendere la recitazione con un sincrono labiale quanto più veritiero possibile. Quando il personaggio canta, la testa cambia quasi ad ogni parola. Al computer si studiano le singole espressioni e i movimenti della bocca perché rispondano con esattezza alle sillabe pronunciate, per capire lo sforzo di verosimiglianza raggiunto bisogna abbandonare la versione doppiata e passare a quella in originale.

 

 

 

 

 

 

Pixilation

La Pixilation è la tecnica che Meliès utilizzò per inaugurare i primi effetti speciali cinematografici che diedero il via al cinema fantastico.
E’ quel tipo di animazione che coinvolge persone, è molto divertente da vedere oltre che sorprendente.
Sono eseguiti in pixilation molti videoclip musicali, probabilmente perchè il ritmo e l’armonia di una canzone spesso si fanno ben accompagnare dalle immagini scattanti di queste sequenze fotografiche in cui il soggetto può:

  • Scomparire;
  • Riapparire;
  • Camminare al contrario;
  • Volare;
  • Costruire cose in tempi brevissimi;
  • Camminare senza spostare una gamba;
  • Diventare un supereroe etc..

Questa tecnica affascinante, ci risparmia la costruzione di pupazzi e dei set in miniatura utilizzati di solito per le puppets animation. Elementi che possono portar via davvero molto tempo oltre che denaro per i materiali.
Il prossimo video ci da una bellissima dimostrazione di cosa è possibile fare attraverso una pixilation.

Scatti e Timing in una Stop-Motion

L’animazione in stop-motion si basa sugli stessi principi dell’animazione classica o del cinema. L’occhio umano è in grado di percepire la fluidità di un movimento con una consecutività di scatti specifica, la migliore è di 24 ftg al secondo. In passato le prime riprese del cinema muto erano proiettate a 16 ftg/s. I progressi hanno successivamente permesso di ottimizzare il risultato.Se pensiamo al fatto che il cinema agli esordi vedeva gli stessi registi alle prese con le proiezioni manuali, ci rendiamo conto di quanto fosse tutto un altro mondo. I registi quindi dovevano avere il ritmo giusto nella testa per poter mantenere una buona proiezione ed è possibile che alcuni utilizzassero canticchiare o immaginare una canzone di riferimento per darsi il tempo.
Piuttosto che essere un grande illustratore o modellista un buon animatore deve principalmente capire la dinamica dei movimenti, tenendo presente che qualunque sia il media utilizzato, i principi tecnici dell’animazione sono gli stessi.
Ma la mera interpretazione della dinamica non è la componente basilare di questa forma d’arte, la sola imitazione della realtà non basta infatti a rendere un lavoro d’animazione una brillante e completa opera d’ingegno, occorre anche convogliare la conoscenza della cinetica con la pura invenzione, ovvero far si che i propri personaggi realizzino una performance attoriale in piena regola.
Questo vuol dire che l’intera animazione verrà accuratamente eseguita sia per mezzo di competenze tecniche relative al timing (tempo degli scatti), che con una buona sceneggiatura o storyboard.

Fotogramma del videoclip “Volami nel cuore” realizzata per il gruppo Superzoo. Modelliste: Chiara Di meglio, Carmela Russo, Emanuela Pizzolla, Ting Mini Set : Elisa Alescio

Per creare un stop-motion è possibile utilizzare una fotocamera digitale. Dato che le immagini non saranno destinate alla stampa, non è necessario che siano al massimo della risoluzione. In questo passaggio è importante avere un programma di montaggio indicato per stop-motion. la stop-motion infatti, essendo costituita da migliaia di fotogrammi montati tra loro potrebbe “impallare” il computer in fase di renderizzazione dell’immagine. Es: Adobe Premiere, ottimo programma di video editing, è sconsigliato per stop-motion con più di 3000 ftg. Una volta scaricate nel computer, se muniti di un buon storyboard è possibile suddividere le foto in cartelle che nomineremo con il nome della scena di riferimento. Questo passaggio è fondamentale per non rischiare di impazzire una volta che i fotogrammi saranno aumentati notevolmente. Ogni cartella avrà il proprio nome, es. Se nella scena abbiamo dei musicisti che suonano, la cartella contenente quelle foto potrà chiamarsi “Musicisti”.
Un altro aspetto importantissimo per ottenere il miglior risultato dal punto di vista della stabilità è dovuto all’utilizzo di un cavalletto. Di solito la fase degli scatti può durare giorni, è consigliato perciò congelare il set in cui si sta lavorando, se questo risulta impossibile, lasciarsi almeno dei punti di riferimento come dei segni con lo scotch sul pavimento o sul muro. Questo serve soprattutto ad evitare che il filmato risulti tremolante per il continuo cambio di posizione della fotocamera. Raccomandiamo di non considerare quest’ultimo un problema secondario, soprattutto perché molte scene a causa di personaggi venuti meno durante il work in progress, potrebbero essere difficilmente riproposte con le stesse caratteristiche delle prime.
In stop-motion quindi ogni minima mancanza fatta oggi risulterà una gran bella perdita di tempo domani !

La Fotografia

Mentre giriamo un video in stop-motion la parte artigianale si intreccia con la digitale tramite il medium fotografico. Fondamentale è la cura di questo passaggio. Qui entrano in gioco la qualità della macchina fotografica che se di livello medio-alto potrà permettere di ottenere un risultato più professionale e soprattutto l’acquisto di un telecomando per evitare di effettuare gli scatti direttamente dalla macchina.

Il diaframma all’interno della fotocamera permette di far entrare la luce che imprimerà l’immagine al sensore o alla pellicola. Su moltissime fotocamere digitali è impossibile regolarlo manualmente, tuttavia ci sono delle impostazioni che permettono variare il tipo di esposizione alla luce.

Per quello che riguarda il mondo della fotografia, sono moltissime le tecniche fotografiche utili ad ogni evenienza. Una lente con grandangolo per esempio potrebbe tornare comoda per creare una situazione claustrofobica all’interno di una situazione.
Sicuramente insieme alla luci, gli strumenti che il mezzo fotografico offre possono essere sfruttati per compiere vere e proprie scelte stilistiche.

Le luci

Molti sono gli animatori che hanno dovuto scontrarsi con diversi problemi legati all’impiego della luce naturale. Sono tra i più grandi quelli che sono riusciti comunque a “piegare” a proprio favore i cambiamenti climatici. Girare un video in stop-motion prevede diversi problemi legati ai continui cambi di luce, per questo si consiglia vivamente di girare in studio con luci artificiali.
Il problema che subentra con l’utilizzo di luci artificiali è quello della dominante di colore. Questo problema, sporca il bianco ed è la causa dello sgradevole effetto ad intermittenza, recato dalla differenza di luce, che però si nota solo in fase di montaggio, quando potrebbe essere tardi per rimediare!
Anche se economiche, non utilizzare mai le lampade al tungsteno, perché oltre a non aver una buona temperatura di colore (l’ottimale è quella del sole – 5.200° Kelvin), riscaldano tanto e consumano molta corrente.


Sconsigliate sono anche le cosiddette luci al neon perché cromaticamente sbilanciate, poco potenti e non abbinabili alla luce del flash.
Buoni risultati invece si possono ottenere dalla luce fredda al neon, che differenzia moltissimo dalla precedente, perché molto brillante e perfettamente bilanciata, essa è molto utilizzata dagli studi televisivi per il suo avvicinamento alla temperatura della luce del sole. Tuttavia la potenza non è molto elevata per cui, soprattutto nei grandi studi è necessario averne più di una, il costo della lampada è alto data l’alta qualità di luce emessa. Occorre aspettare un pò di tempo dall’accensione prima che raggiunga il massimo della sua prestazione, bisogna anche dire che come luce non permette l’orientamento del fascio luminoso.
A parte questi piccoli svantaggi non molto grandi è un’ottima luce da set.
Negli ultimi anni l’illuminotecnica ha fatto dei passi da gigante creando prodotti altamente professionali che risolvono i problemi delle dominanti.
Questo è possibile sia grazie alle lampade ad incandescenza che al LED.
Questo tipo di illuminazioni superano addirittura la temperatura della luce del sole raggiungendo i 5.400° K.  Inoltre è possibile anche la regolazione della temperatura di colore e dell’intensità luminosa attraverso dei dimmer detti anche varialuce.

Ecco un link di riferimento .
E’ molto utile procurarsi o costruirsi un tavolo Still Life. Questo tipo di tavolo caratterizzato dal colore bianco, una volta illuminato, sfrutta il suo potere riflettente attraverso una flessione del tavolo stesso, quindi auto-riflettendosi, propaga più luce per il set. In questo caso se situiamo la mini scenografia su un lato del tavolo e l’altro lo fletteremo il tutto risulterà più illuminato.

 

stillife

 

 

I Software per il Montaggio

Solo negli anni ’80 abbiamo la prima apparecchiatura a permettere un’anteprima immediata del lavoro svolto. Per questo motivo i primi animatori erano molto attenti a curare i dettagli, prevedendo meticolosamente i movimenti voluti attraverso dei pencil test applicati su altri notevoli storyboard.
Di seguito alcuni dei software più diffusi per la stop-motion: Stop Motion Pro – Stop Motion Lite – Istopmotion Pro – Frame Thief – BTV PRO – Dragonframe. link utile

I software odierni permettono di avere un’anteprima ma anche di praticare altre utili funzioni.
Una di queste per esempio è la Rotoscope che consente di ottenere l’effetto dei film come Waking life (2001) di Richard Linklater, possibile attraverso il ricalco di ciascun fotogramma di traccia video prima girata e successivamente caricata nel programma.
Non dimentichiamo però che questa funzionalità adesso presente in “formato moderno” è in realtà una tecnica nata nel 1914 grazie allo storico animatore Max Fleischer .
Tutti questi software di montaggio sono muniti dell’utilissima funzione Onion Skin che permette la visualizzazione opaca del fotogramma precedente, molto comodo per una resa completa delle varie fasi di un movimento.