Zealous Creative

Oggi vi segnalo un prezioso corto dello studio Zealous Creative, costituito da Christopher e Christine Kezelos due abilissimi autori e animatori statunitensi.
Si tratta di un video molto struggente che ho trovato per caso nel web in questi giorni di romantico clima Valentiniano.
“The Maker” rende effettivamente in maniera molto sofisticata il senso dell’amore, non è sdolcinato e per niente banale.
In questo corto, il frutto di una enorme e viscerale fatica può essere ripagato da un solo istante. Si mette in luce la dedizione che si pone nell’amare qualcuno o qualcosa, facendoci soffermare sull’elemento conquista e ricordandoci che il tempo gioca sempre un ruolo cruciale nell’esistenza.

 

Christopher & Christine Kezelos hanno conquistato notevolmente la scena cinematografica per i loro cortometraggi animati, conseguendo numerose approvazioni in molti Festival.

Con “The Maker”, la loro ultima stop-motion, si sono aggiudicati ben 21 premi inclusi i riconoscimenti ad importanti eventi come il The Rhode Island International Film Festival, CFC Worldwide Short Film Festival, Sydney Film Festival e SICAF 2012.

Un’altra delle loro produzioni più significative che ha meritato 15 premi è “Zero”, realizzato nel 2010/2011, riceve il ‘Best Animation’ all’evento LA Shorts Fest e una nomination per un ‘Premio AFI’ al The Rhode Island International Film Festival.

Stop-Motion in Famiglia Felleg, un Team Under 16

Quest’oggi presentiamo due coppie di fratelli a loro volta cugini tra loro, Francesco, Lorena, Ester e Luisa, in arte i Felleg.

L’elemento ludico presente nella stop-motion è palesata dall’esperienza di questo simpatico staff residente a Napoli in cui l’età della più piccola è 8 anni!

Non poche sono le iniziative volte alla realizzazione di stop-motion-workshop per bambini e l’idea di un’affinità presente tra il mondo dei piccoli e questo tipo di animazione è ormai totalmente consolidata.

 

Zu3D programma di stop-motion per bambini

 

Grazie all’attuale familiarità degli adolescenti, in questo caso Francesco (16 anni), con i computer in generale e nello specifico coi programmi di video editing, esistono gruppi di minorenni che praticano i workshop da soli 🙂

Felleg è un team autogestito che nasce spontaneamente col solo scopo di rispettare l’esigenza di giocare, rendendo speciale il quotidiano incontro con la casa, ormai da loro definita come “Home Studios”.

Ecco alcune domande per loro :

 

Quali sono i vostri compiti all’interno di questa giovane squadra?

Il cast di Felleg è costituito da due coppie di fratelli: Francesco (16 anni) e Lorena(13), Ester(15) e Luisa(8) e siamo tra noi cugini.

Abbiamo tutti un ruolo attivo nel team, mai fisso, dalla recitazione all’elaborazione delle trame. In particolare Francesco si occupa più spesso del montaggio, Lorena ed Ester della scelta dei costumi e del soundtrack, mentre Luisa è principalmente coinvolta nella recitazione.

Dalle iniziali dei nostri nomi, abbiamo pensato ad un acronimo che è diventato il nome del nostro sito: FELLEG, che ci è subito piaciuto perché abbiamo scoperto che significa nuvola…in ungherese!

 

Cosa fate nella vita e cosa progettate per il futuro?

Siamo tutti studenti, impegnati a scuola a tempo pieno, ma riusciamo a trovare sempre lo spazio per dedicarci alla nostra passione dello stop-motion! Come si vede dalla storia dei nostri video siamo sempre in evoluzione e ci piace sperimentare nuove tecniche per esplorare tutte le potenzialità dello stop-motion e migliorarci sempre di più. La nuova idea in cantiere è basata su viaggi nel tempo, siamo già a buon punto e la pubblicheremo al più presto sul nostro sito.

 

Cosa ne pensa la padrona di casa dei vostri laboratori di stop-motion in “Home Studios”?

Gli “Home Studios” sono distribuiti nei nostri due appartamenti. Inizialmente i veri “contestatori”, erano, più che le nostre madri, i nostri fratelli più grandi che studiando all’università erano infastiditi dai nostri laboratori di stop-motion. Poi però vedendo i risultati si sono divertiti a guardare il nostro lavoro. Le nostre famiglie ci hanno molto supportato in questa nostra passione, incuriositi dal making-of dei video, pubblicizzandoli anche tra amici e parenti.

 

Da quanto tempo avete iniziato i laboratori e come mai?

La nostra passione per lo stop-motion è nata circa due anni fa, quando grazie a un programma, ci accorgemmo delle potenzialità di questa tecnica che ci dà la possibilità di manifestare la nostra creatività e la nostra fantasia in maniere sempre diverse e divertenti. Abbiamo iniziato con piccole prove usando semplici oggetti, poi siamo passati ai classici lego e playmobil, per infine scoprire come è divertente interpretare noi stessi i ruoli dei protagonisti, dal bianco e nero di “Good morning Luisa”  fino ai colori più accesi del “Dream Games”. Ci diverte anche trovare tra le varie canzoni da noi conosciute, quelle più adatte al lavoro svolto.  Lo stop-motion è un’ottima occasione anche per ritrovarci, stare insieme e divertirci.

Vi aspettiamo sul nostro sito!

 

 

 

Intervista ad un giovanissimo aspirante regista

A noi piace moltissimo l’entusiasmo con cui i giovanissimi vogliono darci la loro testimonianza, è per questo che nonostante siano alle prime armi, rivolgiamo loro la stessa attenzione che spetta ai professionisti.

Andrea Petinari 20 anni è un ragazzo maceratese col sogno di diventare un buon regista. Dopo essersi diplomato in ragioneria, come perito commerciale e programmatore, ha indirizzato il suo percorso verso il cinema che sin da piccolo lo ha sempre affascinato. Intraprende così uno stage per una rete televisiva locale con sede a Tolentino, dopodichè decide di acquistare una videocamera incominciando a studiare seriamente da autodidatta le nozioni per fare cinema e realizzare cortometraggi.  Nel giugno 2012 ha preso parte attiva al Tolentino International Film Festival svoltosi nel cinema Giometti di Tolentino. Sempre nella stessa estate appare come comparsa in ”Fuori Controllo” un cortometraggio realizzato dagli allievi della scuola di cinema di Tolentino “Officine Mattòli”. In quei giorni scrutava per benino ogni aspetto di un set cinematografico, comprendendo quanto fosse necessario non trascurare alcun dettaglio di scena, viveva perciò l’esperienza da comparsa come una lezione fondamentale per il suo bagaglio ancora leggero e così bramoso di essere arricchito.

Nel settembre 2012 realizza il suo primo cortometraggio con dei suoi amici intitolato “La corsa”, con il quale partecipa ad un concorso bolognese intitolato “Visioni italiane” nella categoria “Cortometraggi per Visioni Acquatiche”.

Viene a conoscenza della stop-motion, dalla quale rimane subito affascinato, grazie ad un suo amico nell’ottobre 2012, decidendo di provarla immediatamente ed appassionandosene. Inizierà presto un corso di Film-making.

Ciao Andrea quella che ci mandi è la tua prima animazione ?

Si questa che vi ho inviato è la mia prima animazione seria. In precedenza avevo fatto altre prove sia con i lego che con altri oggetti ma si trattava di semplici prove che duravano si e no pochi secondi. Per fare questa animazione ci sono voluti 4 giorni. In totale ho scattato 1109 foto per realizzare il tutto. Alla fine mi sono sentito appagato del lavoro svolto perchè è venuto fuori proprio quello che desideravo. Comunque dopo questa animazione ne ho fatte di altre: una sempre con i lego, un’altra invece con un pupazzo di legno che interagisce col mondo.

Come mai hai scelto i lego ?

Ho scelto i lego perchè come primo approccio alla tecnica dello stop-motion credo siano un ottimo punto di partenza. Infatti è possibile realizzare i movimenti dei personaggi, farli camminare in maniera appropriata e riuscire a creare paesaggi fantastici dando libero sfogo alla propria immaginazione. Consiglio a chiunque voglia imparare ad utilizzare questa favolosa tecnica di iniziare con i lego perché ci si può rendere meglio conto di quello che si sta facendo riuscendo a prevedere le scene. E’ molto  gratificante scoprire che è possibile riuscire a realizzare qualcosa con le proprie forze senza dover necessariamente studiare in qualche scuola apposita.

Cosa sogni di realizzare per i tuoi prossimi lavori?

Per il mio prossimo lavoro ho in mente di creare una storia su un giocattolo di legno incompleto che si anima andando in giro in cerca di spiegazioni. Ho già creato un piccolo cortometraggio su questo giocattolo di legno intitolato “Eppur si mosse” che ho già pubblicato su Youtube all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=ZFzvQfaPPUI
Mi piacerebbe riuscire a far interagire col mondo vero questo pupazzo inanimato,  animarlo e renderlo partecipe di quello che accade nella nostra vita. Spero di riuscirci e di farvelo vedere il più presto possibile.

Intervista al giovane artista Flavio Zampaloni

Oggi incontriamo un giovane artista visivo nato a San Benedetto del Tronto e laureato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti.

Egli porta avanti la sua particolare poetica abbracciando più rami dell’arte visiva, dalla pittura all’illustrazione. dalla scultura al fumetto. I suoi lavori sono visionabili nel suo blog personale, dove il suo primo video è in stop-motion, Flavio ce lo segnala e noi siamo più che felici di condividerlo nel nostro blog augurandoci che questo sia il primo di una lunga serie.

 

ultimo 01 1 from astrotrickster on Vimeo.

 

Qual’è il tuo medium preferito?

Ultimamente la china, ma anche il laborioso olio, il peluche e naturalmente la manna è il computer.

 

Quanto credi sia importante il colore in un’opera è perchè? Hai una tua teoria sui colori?

Dicono che i colori nei sogni sono molto rari, che quando raffiorano si limitano ad evidenziare un particolare, ammantandolo del suo simbolismo, io credo di sognare a colori; ho sempre avuto un certo disagio a vedere i colori, ho verso di questi un approccio prelinguistico, istintivo, spesso sono incasellato dentro la categoria dei daltonici, ma credo che il mio problema maggiore sia quello di non riuscire a dare un nome ai colori. Se si esclude la saturità che solo posseggono alcuni dittatoriali colori artificiali, abituarmi a definire un colore con il suo nome comune è stato un addomesticamento che non ho raggiunto in trenta anni, l’oggetto illuminato ai miei occhi appare sempre brulicante di colori differenti, un flusso di sinergia.

Ciò che in passato apparteneva alla sfera mistica della rappresentazione del divino, parliamo della pittura antica, ora partecipa al linguaggio allucinatorio dell’arte che aderisce al reale e lo trascende .

L’utilizzo che faccio dei colori appartiene forse a tutto questo, al mondo televisivo e a quello ideale, alla fede psichedelica e al mio congenito daltonismo.

 

Artista figurativo-surreale-cosmico, come ti definiresti?

Definirsi è sempre imbarazzante, a chi me lo chiede consiglio di vedere un mio lavoro, attingo da ciò che mi piace, dai miei limiti, da tutto e niente.

 

Cosa ti ha spinto a far muovere il tuo immaginario attraverso una stop-motion? Continuerai a farne altre?

Volevo realizzare questa idea, di dar “vita” all’inanimato, implicarlo nella profondità dell’esistenza, quando ho finito di dissemblare il peluche ho avuto la chiara sensazione che quell’oggetto fosse morto, il transfert che avevo con l’oggetto apparteneva alla mia memoria, non era più presente nel’oggetto perché questo aveva perso la sua forma unica, è quel che succede quando un’esistenza a cui eravamo abituati scompare, più o meno è la sensazione che mi piacerebbe aver trasmesso, confido di non sembrare blasfemo.

Spero di aver con me pazienza e costanza, ma soprattutto una buona e semplice idea per poter realizzare un nuovo stop-motion…(ma sopratutto spero di non sembrare di essermi preso troppo sul serio).

I suoi lavori sono visionabili nel suo blog personale 

Intervista ad Andrea Martignoni

Oggi incontriamo il sound designer Andrea Martignoni, storico del cinema d’animazione e grande estimatore dell’animazione contemporanea.

L’inizio della sua ricerca stilistica parte a Montréal in Canada città in cui la realtà si mostra sensibile ai linguaggi sonori. E’ in questi luoghi che Martignoni realizza tra il 1997 e il 1998 uno dei suoi primi progetti in paesaggi sonori “A chacun son Dépanneur” e comprende che la direzione da seguire si trova nel suono in movimento.

L’artista bolognese ha composto colonne sonore per i cortometraggi di Blu e Michele Bernardi, creato suoni sperimentali per Pierre Herbèrt  e accompagnato Saul Saguatti nei suoi live performativi. E’ uno degli esponenti dell’Associazione OTTOmani, un’organizzazione che realizza workshop d’animazione per bambini.

Andrea è anche docente di storia d’animazione presso il Master d’Animazione dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, spesso è invitato a presenziare in giurie di vari festival internazionali e interviene o organizza lui stesso rassegne d’animazione.

Nel 2010 cura insieme a Paola Bristot le due raccolte di cortometraggi contemporanei ANIMAZIONI 1 e ANIMAZIONI 2 , prodotto dalle associazioni OTTOmani e Vivacomix, unendo le opere più significative di animatori italiani degli ultimi vent’anni.

Facciamo alcune domande al caro Andrea Martignoni che ringraziamo per il suo importante contributo nel campo dell’animazione italiana.

 

Ti occupi di sonoro e lavori principalmente con le animazioni, come mai hai trovato nell’animazione il tuo principale stimolo creativo?

Già dai tempi dell’Università ero molto affascinato dal rapporto muisica-immagine nel cinema. Alla fine degli anni ottanta creammo un collettivo, Laboratorio di Musica e Immagine, composto di giovani musicisti, al DAMS, e per nove anni lavorammo alla sonorizzazione dal vivo di cortometraggi e mediometraggi sperimentali o del periodo prima del sonoro, tra gli altri A Propos de Nice di Jean Vigo e Un Chien Andalou di Luis Buñuel. Quando cominciai a ragionare sulla tesi di laurea l’idea di occuparmi del rapporto tra suono e immagine nei cortometraggi d’animazione d’autore fu abbastanza scontato data l’originalità di questa forma di arte visiva in movimento e il suo particolare rapporto con il ritmo la musica e il suono. Dopo un anno passato in Canada grazie a una borsa di studio presso la Cinémathèque Québécoise, al mio ritorno ho cominciato a mettere in pratica i miei studi storici e teorici realizzando colonne sonore per corti animati e sperimentali.

 

Cosa deve avere un’animazione per essere vincente?

Credo che una animazione per essere vincente debba innanzitutto fare riferimento a quanto ha detto Norman McLaren, la cosa importante non è tanto o soltanto cosa ci sia disegnato o fotografato sul fotogramma della pellicola, ma cosa sta tra un fotogramma e l’altro, ossia il movimento.

 

Qual’è secondo te il primo Paese a dare ampia visibilità a questo settore artistico?

Storicamente l’animazione d’autore si è sviluppata molto nei paesi dell’est europeo e in Russia nel periodo del socialismo reale e al tempo stesso in Canada proprio grazie alla creazione dell’ente statale del cinema, il National Film Board, e alla presenza di Norman McLaren a capo del dipartimento di animazione. Attualmente forse il paese più attento a livello di preparazione all’animazione con scuole specializzate e alla produzione è la Francia.

 

In qualità di artista sonoro ti immagino con un registratore in tasca sempre pronto a campionare qualcosa, qual’è la tua giornata tipo?

A dire il vero parto col mio registratore digitale in tasca solo quando ho un progetto da seguire, che sia una nuova colonna sonora o un laboratorio dedicato al suono o all’animazione. Già questo permette di avere in poco tempo un archivio di suoni non indifferente. In generale amo muovermi spinto da una motivazione pratica, poi può capitare che mi ritrovi a passeggiare in luoghi sconosciuti per catturare suoni….

 

Cosa consigli ai giovani animatori che vogliono lavorare in questo settore? E’ possibile vivere di questo?

In Italia la situazione è molto problematica, non esistono aiuti pubblici alla produzione di cortometraggi d’autore, come invece avviene in dosi massicce in Francia. Credo che tra le poche possibilità ci sia lavorare per la pubblicità, come è sempre stato, anche ai tempi di Carosello, ma comunque attualmente non è facile, oppure essere dotati di molta pazienza e voglia di muoversi in vari settori, altrimenti non resta che andare all’estero e trovare il modo di farsi produrre in altri paesi. La situazione italiana non è mai stata molto allegra e ultimamente con lo spauracchio della crisi è addirittura peggiorata.

 

Quali stop-motion consigli assolutamente di vedere? 

Sicuramente un visione del primo Starevitch nell’epoca del muto è inevitabile. Poi per i miei gusti personali tutti i cortometraggi realizzati dal grande maestro Jan Svankmajer e Street of Crocodiles dei Brothers Quay. Più recentemente ho trovato straordinariamente ben fatti due film estoni (in Estonia la tradizione della stop motion è molto ben radicata): Body Memory di Ülo Pikkov e Fly Mill di Anu-Laura Tuttelberg.

 

“Djuma” animazione del 2012 di Michele Bernardi con musiche di Andrea Martignoni

Buon Natale da Taranto by Ezia Mitolo

ROSSOCONTEMPORANEO e CO.61 Artecontemporanea presentano su YouTube il nuovo progetto dell’artista tarantina Ezia Mitolo: BUON NATALE DA TARANTO.
Un lavoro provocatorio, tristemente contemporaneo, che denuncia il malessere diffuso della popolazione tarantina in relazione alle note vicende del “Caso ILVA”.
Un documento artistico che si fa testimonianza attiva della sofferenza di una terra vessata dal sopruso istituzionale di Stato, nel “garantire” continuità alla produzione della più grande acciaieria d’Europa, compromettendo radicalmente l’ecosistema del territorio e la salute pubblica.
Un documento che narra, nel gioco delle simbologie e dei messaggi, le decine di morti annue per cancro e per cause altre, ma sempre riconducibili alla Fabbrica della Morte.
Un documento, un video, che fa riflettere.
Buona visione, pertanto, e Buon Natale da Taranto.

Silvio Mencarelli Photographer

Silvio è un fotografo professionista che ci ha inviato una sua video-poesia costituita da una successione di scatti uniti a risaltare il movimento e i mutamenti della natura. Confesso di non provare una vera e propria simpatia per la video-poesia, di cui fino a poco fa ignoravo l’esistenza, mi piace comunque condividere il lavoro di Silvio perchè simpatizzo col suo giovane desiderio di tuffarsi nella fotografia in movimento.

 

Amante di stop-motion ma immagino soprattutto di fotografia, di cosa ti occupi principalmente e qual’è la tua vera passione?

Sono un fotografo da piu di 25 anni, amo l’immagine in generale e tutti i modi in cui si manifesta, mi preme specificare che quando dico immagine mi riferisco più ad una rappresentazione mentale che ad un immagine stampata o su video, direi un’immaginazione… e quindi mi piace sperimentare i vari modi che posso rappresentare l’immaginazione.
Attualmente la mia occupazione principale è l’insegnamento della fotografia.

Quante volte ha avuto a che fare con una stop-motion  e cosa ne pensa di questo tipo di animazione ?

Ho scoperto la Stop-motion circa 3 anni fà e mi ha fatto subito pensare  alle prime animazioni,  la amo molto perchè la trovo “vintage” e nello stesso tempo rappresenta bene i ritmi frenetici e robotici dei tempi moderni.
Amo molto anche la Timelapse e non nego che ci ho messo un po di tempo per capire la differenza. Realizzo i video con magix e scatto con la Nikon d700,  per la prossima primavera ho intenzione di realizzare un corso presso la Libera Accademia di Roma dove sono il coordinatore di fotografia, sulla realizzazione di video in stop-motion nell’orario della Luce BLU.


Silvio Mencarelli è fotografo professionista e docente di fotografia.
Ha iniziato l’attività come fotoreporter, tra i suoi lavori  più importanti troviamo: l’opera enciclopedica Il Parlamento Italiano, l’Atlante Istituzionale sui Ministeri d’Italia e il catalogo – mostra per il centenario dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Roma.(I.A.C.P.).
Realizza mostre fotografiche come curatore e autore ed ha pubblicato i seguenti libri: Manuale di Fotografia ed. Edup, Manuale di fotoritocco ed. Autorinediti, Gli occhi di Roma ed. Edup.
Sul suo canale di youtube pubblica soprattutto video dei suoi shooting e workshop, le sue videopoesie e cura la rubrica  “Salotto fotografico” una serie di videointerviste ad autori emergenti ed aspiranti fotografi suoi allievi.

 


I suoi lavori sono consultabili su: www.foto-web.it e www.youtube.it/silviomencarelli1

Guarimba International Film Festival

Sono aperte le iscrizioni per partecipare a la “Guarimba International Film Festival” che si terrà nella cittadina calabrese di Almatea l’8 e il 9 agosto 2013.
Si tratta della prima edizione di un video contest a premi che abbraccia 4 categorie:

  • Cortometraggio Internazionale;
  •  Documentario;
  • Cortometraggio in Stop-Motion e Animazione;
  • Gopro Sports Video.

Uno degli obiettivi del festival è quello di riportare il cinema al pubblico al quale ultimamente sono state chiuse le sale cinematografiche. Una situazione che rattrista un pò e che ha animato gli animi di un gruppo di persone per la creazione di questo nuovo festival cinematografico.
Nei due giorni dell’evento vi saranno una moltitudine di manifestazioni gratuite legate al cinema.
Abbiamo scambiato due chiacchiere con il direttore organizzativo di quest’evento Giulio Vita.

 

Ciao Giulio di che cosa ti occupi principalmente?

Ciao ragazzi, io sono Giulio Vita un regista italo-venezuelano, vittima dei cambiamenti politici del mio paese in Sudamerica, sequestrato tre volte e laureato in cinema a Madrid.

Quanti siete e di cosa si occupano gli altri, esiste un gemellaggio con la Spagna per caso?

Siamo io, da Amantea, mio nonno è di qui, Sara Fratini, dal Venezuela, Maria Degtiarenko dalla Russia, Mitch Bergsma dagli Stati Uniti, il collettivo El Tornillo de Klaus dalla Spagna. Abbiamo molti collaboratori in Spagna, per cui la sentiamo come una seconda casa, i ragazzi del Tornillo De Klaus (blog di cinema a Madrid) sono il nostro motore più potente.

Come mai avete previsto oltre ai classici cotometraggi, la partecipazione alla selezione anche di opere in Stop-Motion e Gopro Sport ?

Crediamo che l’animazione e la stop motion non siano presi molto seriamente in generale nei festival e secondo noi, sono molto più difficili da realizzare, hanno molta più arte e meno concettualismi, perciò vogliamo vedere se esiste una comunità di animatori oppure no. Siamo alla prima edizione del Festival, crediamo nelle sue potenzialità ma vogliamo dimostrarlo coi fatti. Le Gopro Sports invece viene dal nostro Mitch Bergsma, youtuber famoso negli Stati Uniti per i suoi tutorial sulla Gopro. Siamo un festival internazionale e giovane, con la voglia di innovazione a amanti delle forze dei social media.

L’idea di fare intervenire vari illustratori sparsi nel mondo nella realizzazione del manifesto di Guarimba Film Festival è molto carina, state curando con molta dedizione la comunicazione a livello internazionale?

Attraverso quest’idea stiamo preparando un libro molto bello grazie alla mano di Sara Fratini, illustratrice venezuelana laureata in Spagna e in Francia, con l’intento di evocare le vecchie illustrazioni dipinte a mano per le prime locandine dei film, da anonimi  illustratori di ogni città.
Il nostro lavoro, sinceramente, si muove soprattutto a livello internazionale. Stiamo provando a coinvolgere gli italiani, ma sappiamo che non è un pubblico facile. Vogliamo crederci e ci proviamo. In compenso il mondo fuori dai confini italiani ci sta dando un caloroso supporto e gli illustratori stanno collaborando. Ora vogliamo dare nome e cognome a questi artisti ed eternizzarli nel Festival !

Grazie ancora e speriamo di poter unire forze per riportare il cinema alla gente e la gente al cinema!
per saperne di più su la Guarimba International Film Festival

Intervista ad Ameleto Cascio

Oggi ci confrontiamo con la realtà di un video-compositor di origini sicule ma attivo in pianta stabile a Bologna, Ameleto Cascio. Questo giovane regista, oltre a vantare importanti collaborazioni presso case cinematografiche italiane ha vinto anche numerosi riconoscimenti nell’ambito video :

– Miglior montaggio al Premio Videoclip Italiano concorso Premio Videoclip Indipendente con l’opera “Genesis”;
– Premio del pubblico al Piemonte Documenteur Filmfest con l’opera “Nino Bertelli” (regia Vincenzo d’Arpe);
– Secondo premio come miglior viral video della categoria “verità” al Viral video felstival (concorso italiano di video virali) con l’opera “Armi di disinformazione di massa”;
– Secondo premio come miglior video della mostra video Dueminutidifuturo con l’opera “Il sonno della ragione genera mostri”;
– Primo premio come miglior video della gara di cortometraggi 4 giorni corti del Nonantola Film Festival per l’opera “Giochi di società” 

Ameleto è un brillante esecutore della video produzione, ed adotta principalmente i linguaggi del visual effect, motion graphic, video editing compositing e graphic design, anche se nutre una sincera simpatia per l’animazione a passo uno.
Il suo video-clip “Genesis”, realizzato con la nostra tecnica preferita, è talmente suggestivo da non passare inosservato, questo mi ha motivata a contattarlo per scambiare due chiacchiere con lui :

Cosa ami principalmente del tuo lavoro?

Del mio lavoro amo principalmente la componente di creatività che contraddistingue tutte le fasi della realizzazione di un prodotto audiovisivo, dall’ideazione alla postproduzione.
Osservare un’idea astratta che man mano si concretizza e prende forma attraverso un processo creativo in cui le ambientazioni, i personaggi, i colori, ecc vengono sapientemente selezionati, modificati e uniti tra loro per comporre le inquadrature, mi fa apprezzare il mio lavoro e mi dà enormi soddisfazioni.

Quanto è richiesta la stop-motion nel mondo del video editing?

Dipende sicuramente dal contesto e dal tipo di produzione. Generalmente in ambito televisivo e cinematografico mainstream è poco richiesta, mentre è molto apprezzata in altri generi come quello del videoclip o del cortometraggio indipendente.

Qual’è invece la competenza più richiesta nel tuo lavoro?

La maggior parte dei lavori che mi viene richiesta è legata alla mia specializzazione quindi compositing, visual effects e motion graphics.

Cosa ne pensi dell’animazione a passo uno in Italia?

Credo che le grandi produzioni che investono in lungometraggi da box office non hanno il coraggio di esporsi con dei prodotti che non abbiano già un successo assicurato. Non esiste quindi una cultura in questo senso, non ci sono delle maestranze e delle esperienze gia collaudate in produzioni di lungometraggi in stop motion. Esiste però una fiorente e molto interessante attività produttiva legata a questa tecnica nelle piccole produzioni indipendenti, nel videoclip, nei cortometraggi, nella videoarte ecc che andrebbe sostenuta e incentivata.

Cinque aggettivi per definire una stop-motion

Magica, affascinante, speciale, insolita, complessa.

“Genesis” 2010

 

Canale Youtube