Edward Muybridge e l’immagine in movimento

Edward Muybridge e l’immagine in movimento

E’ sorprendente notare come nel corso della storia l’uomo abbia sempre sentito vivo il desiderio di creare o dare vita con i propri mezzi alla realtà esistente. Nei graffiti preistorici, vi è il tentativo di rendere il movimento attraverso le zampe di bufali. Settecento anni fa grazie a Giotto nasce una delle prime forme di storyboard, per la prima volta il protagonista viene narrato attraverso le immagini in più fasi temporali legate tra loro.
Così anche in seguito alla scoperta della fotografia è stato subito possibile sfruttare il suo potenziale per creare il movimento. Anche la tecnologia dei computer ha dato sfogo alla primordiale esigenza di muovere le immagini, sembrerebbe che creare la vita in qualsiasi forma sia un istinto inevitabile.
Edward Muybridge fu uno dei primi a sfruttare il potenziale fotografico per creare una successione di immagini ad esplicare un intero percorso in movimento. Le realizzò per puro scopo scientifico, cioè per studiare il movimento degli animali e delle persone. Il primo tentativo lo vide impegnato sugli scatti di un cavallo in corsa: The Horse in motion (1878). Per realizzarlo furono impegnate 24 fotocamere sistemate lungo il tracciato di percorrenza, da ognuna di queste partiva un filo che il cavallo in corsa avrebbe toccato azionando lo scatto.
Questo tipo di tecnica venne definita cronofotografia. 

 

Carmen

Specializzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Comunicazione e didattica dell’arte con un triennio in Decorazione, la mia formazione iniziale è stata nel campo dell'oreficeria, precisamente nella modellazione della cera. I miei studi mi hanno permesso di amare particolarmente gli elaborati artistici che prevedono l’utilizzo della manualità, per questo ho trovato da subito l'animazione in stop-motion particolarmente affascinante. Oltre alla possibilità di fruire, in qualità di spettatori, questo genere di animazione, esiste anche quella di cimentarsi in questo tipo di attività. L’esperienza in questo senso può rivelarsi risorsa utile anche in ambito educativo, un esercizio per rimanere in contatto con la realtà tangibile in epoca digitale ma anche per allenare il fare manuale: l'intelligenza spaziale è sempre più indispensabile per immaginare nuovi scenari e per creare/progettare insieme una narrazione possibile.