Nathalie Djurberg

Nathalie Djurberg

 

Nathalie Djurberg, nata in Svezia nel ’78, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Malmö ed è attualmente una video-artista tra le più acclamate al mondo.
La sua carriera è profondamente intrecciata a quella del musicista Hans Berg che da sempre crea le colonne sonore dei suoi video.
Il loro speciale sodalizio, iniziato verso la fine degli anni ’90, gli ha reso numerosi riconoscimenti in ambito artistico a livello internazionale.
La claymation è il medium attraverso il quale l’artista riesce rendere profondamente il proprio immaginario.
I temi trattati dalla Djurberg ruotano attorno alla drammaticità dei forti contrasti, situazioni surreali che evocano sensazioni arcaiche di erotismo, violenza e sopraffazione.
La claymation in sé, con i suoi colori vivaci, in qualche modo trasporta un significato legato al gioco e all’infanzia. La duttilità del materiale ludico, contrasta fortemente con le visioni della Djurberg che punta appunto lo sguardo sui contrasti delle emozioni e sulla transitorietà delle cose. Le musiche di Berg, coronano il tutto dando profondità alle situazioni, rendendole in questo modo estremamente suggestive.
Tra le sue opere ricordiamo : Camels Drink Water (2007) ; We are not two, we are one (2008) ; Turn into me (2008); Experiment (2009).
Nel 2016 la Djurberg ha inaugurato una personale a Milano con A Thief Caught in the Act.

Nathalie Djurberg at New Museum from Tom Chen on Vimeo.

Carmen

Specializzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Comunicazione e didattica dell’arte con un triennio in Decorazione, la mia formazione iniziale è stata nel campo dell'oreficeria, precisamente nella modellazione della cera. I miei studi mi hanno permesso di amare particolarmente gli elaborati artistici che prevedono l’utilizzo della manualità, per questo ho trovato da subito l'animazione in stop-motion particolarmente affascinante. Oltre alla possibilità di fruire, in qualità di spettatori, questo genere di animazione, esiste anche quella di cimentarsi in questo tipo di attività. L’esperienza in questo senso può rivelarsi risorsa utile anche in ambito educativo, un esercizio per rimanere in contatto con la realtà tangibile in epoca digitale ma anche per allenare il fare manuale: l'intelligenza spaziale è sempre più indispensabile per immaginare nuovi scenari e per creare/progettare insieme una narrazione possibile.