Victoria Mather dagli UK

Victoria Mather dagli UK

Lei è Victoria Mather un giovane talento inglese che nel 2010, in occasione del suo lavoro di tesi, stupisce tutti con Stanley Pickle un corto realizzato in pixilation.
Victoria studia Belle Arti all’Università di Kingston di Londra prima di ricevere una borsa di studio Leverhulme e Premio CTBF che la sosterranno nella sua crescita artistica al National Film and Television School, una delle scuole di cinema e televisione più importanti d’Inghilterra.
Victoria detta anche Vicky si laurea con un MA (Master of Arts) come Direttrice di Animazione.
E’ con un velo di rassegnazione italiana ma senz’altro di ammirazione, che guardiamo l’ennesimo caso di talento incentivato dallo Stato attraverso una borsa di studio di inestimabile valore, un esempio che fa riflettere sulle differenze presenti tra Paesi dai patrimoni artistici considerevoli.
In Stanley Pickle, nonostante l’immaginario rappresentato da Victoria sia abbondantemente avvolto da un’atmosfera eterea e dai colori pastello è possibile trovare un retrogusto alla Jan Svankmajer. La fotografia è eccezionale e la trama passeggia su un percorso metaforico che vede coinvolto un giovane protagonista sotto le veci di un bambino. Si tratta di un genio che si rifugia in uno stile di vita schematico e meccanico da lui costruito da cui riesce a liberarsi inseguendo l’unico miraggio di libertà rappresentato da una ragazza coi riflessi piumati.
Un corto che lascia sbalorditi per la qualità e la cura dei particolari, ma anche per l’eccellente utilizzo della pixilation che amplifica il tema della meccanicità caratterizzante l’intera trama.
Stanley Pickle ha sicuramente attirato l’attenzione della stampa di settore, meritando tra il 2010 e il 2012 ben 33 riconoscimenti tra i più importanti.

Carmen

Specializzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Comunicazione e didattica dell’arte con un triennio in Decorazione, la mia formazione iniziale è stata nel campo dell'oreficeria, precisamente nella modellazione della cera. I miei studi mi hanno permesso di amare particolarmente gli elaborati artistici che prevedono l’utilizzo della manualità, per questo ho trovato da subito l'animazione in stop-motion particolarmente affascinante. Oltre alla possibilità di fruire, in qualità di spettatori, questo genere di animazione, esiste anche quella di cimentarsi in questo tipo di attività. L’esperienza in questo senso può rivelarsi risorsa utile anche in ambito educativo, un esercizio per rimanere in contatto con la realtà tangibile in epoca digitale ma anche per allenare il fare manuale: l'intelligenza spaziale è sempre più indispensabile per immaginare nuovi scenari e per creare/progettare insieme una narrazione possibile.