Il prezioso video realizzato dalla giovane animatrice Kirsten Lepore lascia incantati anche i più piccoli spettatori.
Abbiamo trovato questa intervista video in cui è possibile vedere la Lepore in tutta la sua dolcezza..
Il prezioso video realizzato dalla giovane animatrice Kirsten Lepore lascia incantati anche i più piccoli spettatori.
Abbiamo trovato questa intervista video in cui è possibile vedere la Lepore in tutta la sua dolcezza..
Il dolcissimo “Her Morning Elegance” scritto e prodotto da Oren Lavie è tra i videoclip musicali più amati.
E’ stato uno dei primi videoclip a sfruttare una ripresa dall’alto verso il basso e a giocare con le possibilità offerte da questo punto di vista. Molti sono stati i tentativi di replicare lo stesso stile, ma questo resta senza dubbio unico nel suo genere per l’alta precisione tecnica e l’eleganza della canzone congiunta a quella degli attori.
The making of….
La Pixilation è la tecnica che Meliès utilizzò per inaugurare i primi effetti speciali cinematografici che diedero il via al cinema fantastico.
E’ quel tipo di animazione che coinvolge persone, è molto divertente da vedere oltre che sorprendente.
Sono eseguiti in pixilation molti videoclip musicali, probabilmente perchè il ritmo e l’armonia di una canzone spesso si fanno ben accompagnare dalle immagini scattanti di queste sequenze fotografiche in cui il soggetto può:
Questa tecnica affascinante, ci risparmia la costruzione di pupazzi e dei set in miniatura utilizzati di solito per le puppets animation. Elementi che possono portar via davvero molto tempo oltre che denaro per i materiali.
Il prossimo video ci da una bellissima dimostrazione di cosa è possibile fare attraverso una pixilation.
L’animazione in stop-motion si basa sugli stessi principi dell’animazione classica o del cinema. L’occhio umano è in grado di percepire la fluidità di un movimento con una consecutività di scatti specifica, la migliore è di 24 ftg al secondo. In passato le prime riprese del cinema muto erano proiettate a 16 ftg/s. I progressi hanno successivamente permesso di ottimizzare il risultato.Se pensiamo al fatto che il cinema agli esordi vedeva gli stessi registi alle prese con le proiezioni manuali, ci rendiamo conto di quanto fosse tutto un altro mondo. I registi quindi dovevano avere il ritmo giusto nella testa per poter mantenere una buona proiezione ed è possibile che alcuni utilizzassero canticchiare o immaginare una canzone di riferimento per darsi il tempo.
Piuttosto che essere un grande illustratore o modellista un buon animatore deve principalmente capire la dinamica dei movimenti, tenendo presente che qualunque sia il media utilizzato, i principi tecnici dell’animazione sono gli stessi.
Ma la mera interpretazione della dinamica non è la componente basilare di questa forma d’arte, la sola imitazione della realtà non basta infatti a rendere un lavoro d’animazione una brillante e completa opera d’ingegno, occorre anche convogliare la conoscenza della cinetica con la pura invenzione, ovvero far si che i propri personaggi realizzino una performance attoriale in piena regola.
Questo vuol dire che l’intera animazione verrà accuratamente eseguita sia per mezzo di competenze tecniche relative al timing (tempo degli scatti), che con una buona sceneggiatura o storyboard.

Per creare un stop-motion è possibile utilizzare una fotocamera digitale. Dato che le immagini non saranno destinate alla stampa, non è necessario che siano al massimo della risoluzione. In questo passaggio è importante avere un programma di montaggio indicato per stop-motion. la stop-motion infatti, essendo costituita da migliaia di fotogrammi montati tra loro potrebbe “impallare” il computer in fase di renderizzazione dell’immagine. Es: Adobe Premiere, ottimo programma di video editing, è sconsigliato per stop-motion con più di 3000 ftg. Una volta scaricate nel computer, se muniti di un buon storyboard è possibile suddividere le foto in cartelle che nomineremo con il nome della scena di riferimento. Questo passaggio è fondamentale per non rischiare di impazzire una volta che i fotogrammi saranno aumentati notevolmente. Ogni cartella avrà il proprio nome, es. Se nella scena abbiamo dei musicisti che suonano, la cartella contenente quelle foto potrà chiamarsi “Musicisti”.
Un altro aspetto importantissimo per ottenere il miglior risultato dal punto di vista della stabilità è dovuto all’utilizzo di un cavalletto. Di solito la fase degli scatti può durare giorni, è consigliato perciò congelare il set in cui si sta lavorando, se questo risulta impossibile, lasciarsi almeno dei punti di riferimento come dei segni con lo scotch sul pavimento o sul muro. Questo serve soprattutto ad evitare che il filmato risulti tremolante per il continuo cambio di posizione della fotocamera. Raccomandiamo di non considerare quest’ultimo un problema secondario, soprattutto perché molte scene a causa di personaggi venuti meno durante il work in progress, potrebbero essere difficilmente riproposte con le stesse caratteristiche delle prime.
In stop-motion quindi ogni minima mancanza fatta oggi risulterà una gran bella perdita di tempo domani !
E’ sorprendente notare come nel corso della storia l’uomo abbia sempre sentito vivo il desiderio di creare o dare vita con i propri mezzi alla realtà esistente. Nei graffiti preistorici, vi è il tentativo di rendere il movimento attraverso le zampe di bufali. Settecento anni fa grazie a Giotto nasce una delle prime forme di storyboard, per la prima volta il protagonista viene narrato attraverso le immagini in più fasi temporali legate tra loro.
Così anche in seguito alla scoperta della fotografia è stato subito possibile sfruttare il suo potenziale per creare il movimento. Anche la tecnologia dei computer ha dato sfogo alla primordiale esigenza di muovere le immagini, sembrerebbe che creare la vita in qualsiasi forma sia un istinto inevitabile.
Edward Muybridge fu uno dei primi a sfruttare il potenziale fotografico per creare una successione di immagini ad esplicare un intero percorso in movimento. Le realizzò per puro scopo scientifico, cioè per studiare il movimento degli animali e delle persone. Il primo tentativo lo vide impegnato sugli scatti di un cavallo in corsa: The Horse in motion (1878). Per realizzarlo furono impegnate 24 fotocamere sistemate lungo il tracciato di percorrenza, da ognuna di queste partiva un filo che il cavallo in corsa avrebbe toccato azionando lo scatto.
Questo tipo di tecnica venne definita cronofotografia.