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Will Vinton il mago della claymation

Will Vinton è considerato tra i più importanti registi e produttori di stop-motion del 20th secolo. Vinton nacque in McMinnville – Oregon (USA) nel 1947 ed è morto nel 2018 a Portland, città in cui iniziò la sua produttiva e brillante carriera di animatore negli anni Settanta. È a Vinton che dobbiamo il termine claymation da lui coniato e registrato.
Nel 1973 infatti,  insieme a Bob Gardiner, Vinton realizzò una delle prime animazioni realizzate con questa tecnica. Nel 1978 produsse un documentario in claymationThree dimensional Clay Animation” della durata di 17 minuti che mostrava il dietro le quinte di un’animazione in claymation. Fu poco più tardi che Vinton coniò il termine che in seguito divenne sinonimo di animazione in plastilina.
Il regista fondò il Vinton Studios, producendo moltissime pluripremiate animazioni, tra le più importanti ricordiamo “The PJs” e  “Closed Mondays”. Quest’ultimo cortometraggio realizzato nel 1975 insieme a Bob Gardiner, fu il primo cortometraggio in stop-motion a vincere un Academy Award. Per l’esecuzione del lavoro Gardiner si occupò dei personaggi e Vinton costruì un sistema per animare la sua fotocamera Bolex Rex-5 16mm.

Durante gli anni ’80 ebbe moltissimo successo nel campo dei videoclip commerciali, realizzando degli spot unici nel loro genere come quelli dei cioccolatini M&M’s e The California Raisins, una band blues costituita da puppets di uvetta passa. Sempre in quegli anni a seguito di un sodalizio con il Re del Pop Michael Jackson, realizzò dei video per la star che si divertì a  promuoversi sfruttando l’incredibile stile del regista.
Con l’idea di voler rafforzare il suo studio per la realizzazione di lungometraggi, negli anni ’90 Vinton cercò dei finanziatori esterni che potessero aiutarlo a sostenere il progetto. L’incontro con uno dei suoi stagisti fu determinante poiché si trattava di Travis Knight il figlio di Phil Knight, coofondatore e presidente emerito della Nike. Nel 2002, Vinton perse il controllo dello studio da lui fondato dopo che Knight divenne l’azionista di maggioranza e Vinton non riuscì a raccogliere fondi per ulteriori produzioni a Los Angeles. Vinton alla fine perse il suo studio poichè Knight investì nella società comprandola da Vinton e nominò suo figlio Travis come presidente. Nel 2005 quindi decadde la Will Vinton Studios e fu fondata Laika che assunse come animatore/regista supervisore Henry Selick conosciuto per la direzione di “Nightmare Before Christmas” (1993) e che oggi ricordiamo anche per il bellissimo “Coraline e la porta magica”(2009).
A un anno dalla scomparsa del regista nell’ottobre 2019 è stata organizzata una cerimonia commemorativa per ricordare la vita di Vinton, inoltre è stato avviato un crowdfunding per la realizzazione di un film documentario sulla vita del regista dal titolo “Welcome to my daydream” diretto da Marq Evans e attualmente in post produzione. Sarà molto interessante scoprire la storia e gli aneddoti di un regista che per molti anni ha dominato l’immaginario pop usando come mezzo la plastilina.

Joseph Plateau e il fenachistoscopio

Il fenachistoscopio, detto anche fantasmascopio o fantascopio, fu un’invenzione del fisico-matematico Joseph Plateau (Bruxelles 1801 – Gand 1883).  Probabilmente Plateau già sospettava che con questa sua creazione nel 1832, stava tracciando una prima importantissima tappa per lo studio della fotografia in movimento utile allo sviluppo della tecnica cinematografica.
Per chi non lo ricordasse il fenachistoscopio è un oggetto, tra l’altro molto semplice da realizzare, che attraverso una sequenza di immagini riesce a dare l’illusione del movimento per il fenomeno di persistenza dell’immagine sulla retina.
Il fenachistoscopio è costituito da un disco sul quale sono riportate radialmente delle immagini differenziate di poco tra loro e divise da delle finestre radiali equidistanti. Facendolo girare sarà possibile visualizzare l’illusione del movimento attraverso uno specchio, posizionandosi esattamente dietro il disco. In alternativa all’utilizzo dello specchio è possibile costruire il fenachistoscopio realizzando 2 dischi, il primo disco avrà le immagini e il secondo fatto di cartoncino nero avrà le fendurine equidistanti attraverso le quali sarà possibile osservare la micro animazione.
Guardate questi esempi, pur nella loro semplicità e in piena era digitale restano illusioni ottiche molto suggestive.

 

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La Tradizione Ceca

Nei post precedenti abbiamo introdotto uno dei pionieri della stop-motion Jiri Trnka, ritorniamo a parlare di animazione a passo uno citando altri animatori della tradizione ceca, alcuni dei quali collaboratori e contemporanei dello stesso maestro.

Hermina Tyrlova (Brezové Hory, 11 dicembre 1900 – Zlìn 3 maggio 1993) fu una regista e produttrice ceca di film d’animazione. Realizzò all’incirca 60 cortometraggi con la tecnica della stop-motion. E’ considerata una delle grandi personalità dell’animazione ceca, insieme ai colleghi della taglia di Jiri Trnka, Karel Zeman o Bretislav Pojar. Le sue animazioni erano rivolte ad un pubblico principalmente di bambini.
Hermina Tyrlova nacque in Brezovè Hory, vicino la città di Pribram in Bohemia Centrale. Si trasferì a Praga dove si dedicò al teatro di varietà e alla scrittura per l’infanzia. All’età di 26 anni conobbe il pittore Karel Dodal, considerato il padre dell’animazione ceca, con il quale si sposò e realizzò varie pubblicità di animazione per l’impresa Elektajournal. Dodal fu il creatore del primo film di animazione con le marionette (“Il segreto della lanterna”, 1935) Dodal e Tyrlova coodiressero l’anno seguente una pellicola di animazione sperimentale, Hra bublinek (Gioco delle bolle, 1936) .
Quando, nel 1939, arrivò l’invasione tedesca in Ex Cecoslovacchia, Dodal decise di esiliare, prima negli Stati Uniti ed in seguito in Argentina. La Tyrlova optò per rimanere nel suo Paese. Grazie all’offerta di lavoro che gli fece Ladislav Kolda, direttore dello studio Bata a Zlin (Moravia Orientale), continuò a lavorare nel cinema d’animazione e nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, realizzò una pellicola con marionette di lana dette titeres Ferda Mravenec (La formica Fernando) in cui il periodo di produzione durò 17 mesi. I titeres furono fabbricati appositamente per la  Tyrlova. La bambola protagonista di conserva attualmente nel museo del gioco di Figueras in Spagna.
Nel 1946 produsse in collaborazione con Karel Zeman, il film Vzpoura hracek (“La ribellione dei giocattoli”) che utilizza object-animation e pixilation. Il film vinse il premio per la miglior pellicola d’infanzia al Festival di Venezia. Nel 1947 realizzò Ukolebavka (Canzone da culla).

Continuando il nostro excursus nella tradizione ceca ricordiamo Karel Zeman (Ostromer, vicino Novà Paka 3 novembre 1910 – Praga 5 Aprile 1989) cineasta ceco, direttore di film d’animazione, considerato anche insieme a Jiri Trnka uno dei fondatori del cinema ceco di animazione.
Studiò in Francia e lavorò a Marsiglia in uno studio pubblicitario. La sua prima esperienza nel mondo dell’animazione fu per la pubblicità di una zuppa. Al ritorno in Ex Cecoslovacchia, continuò a lavorare nel mondo della pubblicità per le compagnie Bata e Tatra. Il cineasta Elmar Klos, interessato ai suoi lavori, gli offrì un lavoro nel suo studio di animazione nella città di Zlìn, che Zeman accetto nel 1943. In collaborazione con la Tyrlova, Zeman realizzò la pellicola Vànocni sen (“Il sogno di Natale” 1943) che nel 1946 vincerà il premio per la miglior pellicola di animazione al Festival di Cannes.
La sua popolarità nel pubblico d’infanzia aumentò quando realizzò una serie di cortometraggi umoristici che avevano come protagonista un personaggio chiamato Sr. Propouk. Nel 1948 diresse “Isipirazione”, notevole per il suo lirismo, in cui animò figurine di vetro; e nel 1950 il suo primo lungometraggio, il satirico Kràl Làvra ( “Re Lavra” basato su un poema di Karel Havlicek Borovsky). A questo seguirà, nel 1952, Poklad ptaciho ostrova (“Il tesoro dell’isola degli uccelli”). Nel 1955 combinò attori reali, animazione ed effetti speciali in Cesta do praveku (“Un viaggio nella preistoria”) che racconta di un viaggio nel tempo di un gruppo di studenti, permettendo a Zeman di poter animare vari tipi di dinosauri. La pellicola ebbe un notevole apprezzamento da parte del pubblico.

Tre anni più tardi, nel 1958 realizzò una delle sue opere di maggior rilievo, Vynàlez zkàzy (“L’invenzione diabolica”,1958), basata su una novella di Giulio Verne. In seguito tornerà ad adattare un’opera di Verne per un altro dei suoi lavori Na komete (“Nella cometa”1970) e Ukradena vzducholod (“La nave rubata”). Nel 1961 realizzò un altro film di genere fantastico, Baron Prasil, basato su una novella di Gottfried Burger (“Le avventure del barone di Munchausen”), in cui utilizzò lo stile decorativo di Gustave  Dorè. Durante gli anni ’70, fece altre pellicole dal tema fantastico per il recupero dell’animazione tradizionale, come Pohadky tisice a jednè noci (“Racconti delle mille e una notte”), che narra dei sette viaggi di Simbad il marinaio; Krabat, carodejuv ucen (“Krabat, l’apprendista stregone”, 1975); e Honzikovi a Marence (“Hansel e Gretel”, 1980) nonchè il racconto delle fate dei Fratelli Grimm. Anche le sue animazioni restano rivolte al pubblico infantile, pur muniti di una stile che affascina ugualmente gli adulti. Per la sua prodigiosa inventiva, la sua opera è relazionata a quella di altri grandi innovatori del cinema fantastico, come George Meliès.

Bretislav Pojar (Susice, Ex Checoslovacchia, 7 ottobre 1923) fu un burattinaio, animatore e direttore cinematografico ceco. Durante la sua carriera uilizzò differenti tecniche di animazione affrontando diversi generi, dalle pellicole d’infanzia alle fiabe politiche. E’ conosciuto soprattutto per le sue marionette animate, in linea con il suo maestro Jiri Trnka.
A diciannove anni si trasferì a Praga per studiare architettura. Entrò negli studi AFIT, creata dagli occupanti tedeschi per competere con  le produzioni della Walt Disney. Quando lo studio chiuse, poco dopo, fondò insieme ad altri vecchi colleghi, Bratri v triku. Nel 1947 iniziò la sua collaborazione con il grande maestro ceco delle pellicole di animazione con le marionette Jiri Trnka. A Pojar si devono l’animazione di molte delle pellicole di Trnka, incluse per esempio, L’usignolo e l’Imperatore di Cina, Il sogno di una notte d’estate e vecchie leggende ceche.
Nel 1952 iniziò a dirigere le sue personali animazioni, anche continuando a collaborare con Trnka. Il suo primo importante lavoro fu O sklenicku vic (“Un bicchiere è troppo”), un film di propaganda contro l’alcol che ottenne inaspettatamente eccellenti risultati artistici. Seguirono Lev a pisnicka (“Il leone e la canzone”,1959), che raggiunse un buon esitò al Festival del cinema di animazione di Annecy, e Bombomànie (“Bombomania”), che affronta il tema della guerra nucleare. Durante la prima metà degli anni sessanta, continuò a lavorare in ex Cecoslovacchia, con pellicole come quelle di Bilìar (“Biliardi”,1961), Uvodni slovo pronese (“Discorso di inaugurazione”1962) e Romance (1963). A metà del decennio emigrò in Canada, dove iniziò una duratura collaborazione con il National Film Board. Grazie alle sue opere canadesi ottenne numerosi riconoscimenti e premi in prestigiosi festival del cinema.
Recentemente, Pojar è ritornato in Repubblica Ceca, dove ha coodiretto, con Aurel Klimt, la vincente pellicola Fimfàrum 2 (2006), basata su un racconto di Jan Werich.

 

 

Edward Muybridge e l’immagine in movimento

E’ sorprendente notare come nel corso della storia l’uomo abbia sempre sentito vivo il desiderio di creare o dare vita con i propri mezzi alla realtà esistente. Nei graffiti preistorici, vi è il tentativo di rendere il movimento attraverso le zampe di bufali. Settecento anni fa grazie a Giotto nasce una delle prime forme di storyboard, per la prima volta il protagonista viene narrato attraverso le immagini in più fasi temporali legate tra loro.
Così anche in seguito alla scoperta della fotografia è stato subito possibile sfruttare il suo potenziale per creare il movimento. Anche la tecnologia dei computer ha dato sfogo alla primordiale esigenza di muovere le immagini, sembrerebbe che creare la vita in qualsiasi forma sia un istinto inevitabile.
Edward Muybridge fu uno dei primi a sfruttare il potenziale fotografico per creare una successione di immagini ad esplicare un intero percorso in movimento. Le realizzò per puro scopo scientifico, cioè per studiare il movimento degli animali e delle persone. Il primo tentativo lo vide impegnato sugli scatti di un cavallo in corsa: The Horse in motion (1878). Per realizzarlo furono impegnate 24 fotocamere sistemate lungo il tracciato di percorrenza, da ognuna di queste partiva un filo che il cavallo in corsa avrebbe toccato azionando lo scatto.
Questo tipo di tecnica venne definita cronofotografia. 

 

Georges Méliès e Emile Cohl

Maries-Georges-Jean Méliès (Parigi, 8 Dicembre 1861 – Parigi, 21 Gennaio 1938) fu un regista e illusionista francese.

Come molti sapranno, alla fine dell’ottocento grazie ai fratelli Lumiere si affermò il cinematografo che iniziò a diffondersi soprattutto in Francia e negli Stati Uniti oltre che nel resto d’Europa. In quel periodo non si parlava ancora di cinema, questo perchè il cinematografo entrò a far parte della vita della gente come attrazione durante i Luna Park e le feste popolari. Fu proprio in un Luna Park, immerso in un clima di stupore che Georges Meliès pensò di convertire la sua vita da prestigiatore a regista di cinema fantastico. George Méliès da bravo illusionista capì subito che era possibile illudere anche attraverso quelle proiezioni, immaginò immediatamente il suo mondo fantastico muoversi attraverso una pellicola.
E’ a lui che dobbiamo la nascita degli effetti speciali, Méliès utilizzava la tecnica dello “scatto singolo” per ottenere le sparizioni e le apparizioni dei suoi attori, un’arcaica forma di animazione.

Tra i suoi film più importanti, considerato il primo film di fantascienza, c’è “Un viaggio verso la Luna” (1902), che possiamo ricordare grazie al famosissimo fotogramma dello sbarco di un’astronave nell’occhio della luna.
Meliès dettò quindi involontariamente le basi del cinema e dell’animazione. La regia, il set, i costumi, gli effetti speciali, e molti altri elementi caratterizzanti da millenni lo spettacolo teatrale, per la prima volta scoprivano nuovi scenari e si incrociavano con nuove dinamiche. Adesso il tempo si poteva fermare e i luoghi potevano cambiare.
Dal 1905 in poi arrivarono i primi veri precursori dell’animazione. I primi Paesi attivi in questo campo furono la Francia, la Spagna, l’Inghilterra e gli Stati Uniti.

 

Tra i pionieri dell’animazione, primo di tutti è Emile Cohl (Parigi 1857 – Villejuif 1938) considerato il padre del cartone animato.

Professionalmente nacque come disegnatore vignettista e frequentava la Parigi intellettuale a cavallo tra i due secoli.

Era cinquantenne nel periodo della diffusione del cinematografo, quando anch’egli come Meliès decise di sfruttarne il potenziale per il suoi lavori.

Il primo cartone animato “Fantasmagorie” creato da Cohl nel 1908, è costituito da 700 disegni, dalla durata di 2 minuti e vede come protagonista un piccolo clown. La sua prima proiezione si tenne al Théatre du Gymnase.

Non depositò mai un brevetto e lavorando sempre da solo come era abituato a fare da vignettista, fu conseguentemente superato dai progressi cinematografici e metodi di lavoro Statunitensi. Si dice che gli USA, durante un soggiorno di Cohl in America abbia attinto da lui non poche nozioni tecniche.

Cohl realizzò in tutto 300 film sperimentando anche altre tecniche di animazione.

Władysław Starewich

Nato a Mosca nel 1882, Władysław Starewich è considerato tra i primi puppet animator.
Pare infatti che prima di lui, quando il cinema era agli esordi, nessuno avesse mai realizzato animazioni con figure tridimensionali.
Fu abbastanza singolare il modo in cui Starewich si avvicinò al cinema d’animazione. In prima battuta infatti fu un appassionato di scienze naturali, direttore di un Museo di Storia Naturale in Lituania, si avvicinò alla macchina da ripresa come documentarista con una particolare attenzione verso il mondo degli insetti.
Il desiderio di documentare la vita degli insetti in molti casi non era possibile, poiché alcuni di loro, come ad esempio un coleottero (denominato cervo volante) con abitudini alla vita notturna, non avrebbero potuto essere ripresi in condizioni normali. Fu così che a Starewich venne l’idea di animare questi insetti morti. Le articolazioni degli insetti vennero rese mobili grazie a della cera e il regista con zelo si preoccupò di compiere i movimenti in maniera rigorosamente scientifica.
“La battaglia dei cervi volanti” fu per lui motivo di gran soddisfazione che lo spinse a variare il suo stile da documentaristico ad artistico-narrativo.
Dal primo decennio del ‘900 iniziarono ed essere diffusi i suoi cortometraggi animati come quelli della “La Bella Lucanide” – “La cicala e la formica” –  “La nascita degli abitanti della foresta” (conosciuto anche con il titolo inglese The night before Christmas) – “La vendetta del cameraman”.

Proprio in questi anni iniziarono a fare incursione i primi personaggi marionetta che il regista introdusse al posto degli insetti che però non abbandoneranno del tutto l’immaginario di Starewich.
Dagli anni ’30 in poi realizzò animazioni sulla trama dei grandi classici della letteratura. In uno stile molto didascalico e preciso, raramente Starewich tentò delle proprie rivisitazioni delle storie narrate.
Questo grande regista si preoccupò soprattutto di curare al dettaglio la parte animata introducendo il mestiere del modellista d’animazione. Ma come tutti i grandi animatori egli fu anche creatore di una nuova estetica che nel corso dei decenni continua a lasciare il segno anche nelle produzioni contemporanee.

Willis O’Brien

Willis O’Brien nacque nel 1886 in Oakland, California. E’ considerato uno dei pionieri del cinema d’animazione.
O’Brien non proveniva da una famiglia privilegiata, pare che da bambino andò via di casa per lavorare in fattorie, come bracciante, barista, cacciatore di pellicce e cowboy! Fu in questi contesti che si ritrovò anche a fare da guida ai paleontologi che andavano lì per studiare i resti dei dinosauri. Scoprì in questo modo la passione per il mondo preistorico.
La sua attitudine al disegno lo portarono durante la prima fase della sua vita a lavorare come illustratore per un quotidiano di San Francisco e come scultore professionista del marmo.
Durante un evento fieristico molto importante realizzò dei modelli rappresentanti un uomo delle caverne ed un dinosauro che, grazie all’aiuto di un cameraman locale, decise di animare riuscendo a realizzare un video di 90 secondi.
Fu grazie a quei video-clip che fu notato e gli vennero commissionati i primi lavori da animatore.
I film commissionati a O’Brien rappresentavano quello che in quel periodo il pubblico ancora non era abituato a vedere nelle sale cinematografiche la “fantascienza“. I produttori cinematografici fremevano dalla voglia di stupire il pubblico dando vita ai personaggi mitologici che prima di allora avevano solo vissuto nelle pagine dei libri. Anche i dinosauri e gli animali preistorici trovavano scena sotto i riflettori della pellicola dell’epoca.
Nel 1933 O’Brien lavorò su un prodotto cinematografico tuttora icona di quel genere, King Kong, il gigantesco gorilla che invade minaccioso e tiranno le strade di New York.
Fu un film che permise a O’Brien e alla sua equipe di mettere insieme, per la prima volta nella storia del cinema, l’animazione a passo uno con altre innovative tecniche di quegli anni, la retroproiezione e la proiezione miniaturizzata. Inoltre una terza tecnica utilizzata dal regista fu quella da cui deriverebbe l’attuale Chroma Key, che consisteva nel filmare gli attori davanti ad uno schermo blu, che permetteva in seguito di inserirli in altre scene.
Willis O’Brien fu maestro di un altro grande della storia della stop-motion, Ray Harryhausen il quale fu ispirato dal suo lavoro per tutta la propria carriera cinematografica.

Le Prime Stop-Motion

La stop-motion è nata con il cinema grazie alle produzioni del primo regista di genere fantastico George Meliès. In questo caso più che di passo uno si parla di pixilation dove il criterio base non è il timing dei fotogrammi basato sul principio di 24 o 16 ftg/s. Solo un decennio dopo con La battaglia dei cervi volanti di Starewich, si inizia ad esplorare la caratteristica fondamentale della stop-motion animando degli insetti fotogramma per fotogramma.
Nella prima parte del Novecento, bisognava essere degli eccelsi artigiani per poter padroneggiare quest’arte minuziosa al quale dobbiamo la nascita degli effetti speciali e di personaggi mitici come King Kong e Gli Argonauti. E’ curioso notare come nelle prime produzioni di fantascienza abbiano preso vita soprattutto personaggi mitologici, mostruosi o giganteschi. I primi produttori di genere fantastico, avevano davvero un gran desiderio di impressionare il grande pubblico, riuscendo perfettamente nell’impresa grazie al lavoro di abilissimi animatori che crearono personaggi tutt’oggi simbolo di questo genere cinematografico.

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I primi grandi nomi in questo campo sono quelli degli animatori Wladyslaw Starevich, Willis O’Brien e George Pal che hanno fatto della stop-motion la base del loro lavoro perfezionandosi di anno in anno. Questa tecnica oltre ad aver rivoluzionato il cinema in generale, ha dato un’importante svolta al mondo fantastico e pubblicitario.

 

 

Aleksandr Lukich Ptushko

Si tende a dimenticare un altro pioniere della stop-motion, considerato tra i più grandi esponenti del cinema fanastico russo, Aleksandr Ptushko (Lugansk 1900 – Mosca 1973).
Il suo Il nuovo Gulliver (1935), arriva due anni dopo King Kong, ma vanta un numero molto maggiore di pupazzi (circa 3000) ed una complessità molto maggiore nell’interazione tra animazione e live action.
Ha iniziato la sua carriera cinematografica come regista e animatore di cortometraggi in stop-motion, ed è diventato un regista di lungometraggi, conciliando live-action, stop-motion, effetti speciali creativi e mitologia russa.
Nella sua vita professionale avrebbe raggiunto svariati primati nella storia del cinema russo, tra cui il primo lungometraggio d’animazione e il primo film a colori.