Quando la stop-motion si unisce al fashion

Olympia Le-Tan è una designer francese che grazie ai suoi particolarissimi oggetti di design, delle pochette dalla parvenza di libro, si è affermata nel settore fashion. Il suo mondo variopinto ed elegante nel 2011 si unisce a quello del famoso regista e produttore cinematografico statunitense Spike Jonze. La collaborazione artistica li vede coinvolti nella creazione di una stop-motion abbastanza “cut-hot”  dal titolo To die by your side (Mourir auprès de toi) ambientata nella storica libreria parigina Shakespare & Company Bookstore.
Il corto, della durata di 6 minuti, è provvisto di alcune scene in live action, ma per una buona parte è costituito da animazione di ritagli di stoffa. Nel video vengono interessate tra loro le copertine di alcuni libri che, all’interno di una libreria incantata, prendono vita durante la notte. Due piccole figure innamorate, appartenenti a due libri diversi, sono solite flirtare lanciandosi sguardi languidi da una mensola all’altra, quando una notte vengono coinvolte improvvisamente in un’avventura…

 

Victoria Mather dagli UK

Lei è Victoria Mather un giovane talento inglese che nel 2010, in occasione del suo lavoro di tesi, stupisce tutti con Stanley Pickle un corto realizzato in pixilation.
Victoria studia Belle Arti all’Università di Kingston di Londra prima di ricevere una borsa di studio Leverhulme e Premio CTBF che la sosterranno nella sua crescita artistica al National Film and Television School, una delle scuole di cinema e televisione più importanti d’Inghilterra.
Victoria detta anche Vicky si laurea con un MA (Master of Arts) come Direttrice di Animazione.
E’ con un velo di rassegnazione italiana ma senz’altro di ammirazione, che guardiamo l’ennesimo caso di talento incentivato dallo Stato attraverso una borsa di studio di inestimabile valore, un esempio che fa riflettere sulle differenze presenti tra Paesi dai patrimoni artistici considerevoli.
In Stanley Pickle, nonostante l’immaginario rappresentato da Victoria sia abbondantemente avvolto da un’atmosfera eterea e dai colori pastello è possibile trovare un retrogusto alla Jan Svankmajer. La fotografia è eccezionale e la trama passeggia su un percorso metaforico che vede coinvolto un giovane protagonista sotto le veci di un bambino. Si tratta di un genio che si rifugia in uno stile di vita schematico e meccanico da lui costruito da cui riesce a liberarsi inseguendo l’unico miraggio di libertà rappresentato da una ragazza coi riflessi piumati.
Un corto che lascia sbalorditi per la qualità e la cura dei particolari, ma anche per l’eccellente utilizzo della pixilation che amplifica il tema della meccanicità caratterizzante l’intera trama.
Stanley Pickle ha sicuramente attirato l’attenzione della stampa di settore, meritando tra il 2010 e il 2012 ben 33 riconoscimenti tra i più importanti.

La fervida fantasia di Hayley Morris

La giovane statunitense Hayley Morris, laureata alla Rhode Island School nel 2008, merita tutte le attenzioni degli amanti di stop-motion. Hayley infatti lavora principalmente con questa tecnica, mostrando spiccatissime doti creative.

Realizza dei gioielli dal carattere variopinto e musicalmente ben sincronizzati, Hayley è cresciuta con genitori musicisti ed  ha in qualche modo assorbito pienamente la molteplice essenza delle note emettendole in tonalità cromatiche attraverso i suoi set ed i suoi puppets. A volte costruiti in clay altre volte con fili o stoffe, i personaggi creati da Hayley sono prima progettati a matita nel suo taccuino e poi realizzati a mano da lei stessa. Nella fase progettuale la giovane artista sa ben rendere le sue idee, che senza molta fatica ripropone con maestria attraverso le animazioni. Se andiamo a sbirciare nel suo blog possiamo ammirare anche gli schizzi di alcuni dei sui corti più importanti come “Undone”, premiato come miglior animazione al Slamdance Film Festival 2009.

Nel corto viene affrontato il tema dell’Alzheimer raffigurato dalla metafora che c’è tra la mente umana e il mare, fu la malattia che colpì il nonno di Hayley in quegli anni, così lei ne fece il suo lavoro di tesi. L’abilissima ricerca estetica usata, vede nei fili di cotone la malattia che in maniera sempre più travolgente e minacciosa scava nella memoria di un uomo.

 

 

La giovane regista manifesta abilmente la sua creatività anche negli spot pubblicitari, alcuni dei quali molto divertenti.

Consiglio vivamente un bel giretto nel canale vimeo  di questa sorprendente animatrice.