Archivi categoria: Videoclip & Corti

Trim di Peter Simon

Ben ritrovati,
continuiamo il nostro excursus nel mondo della stop-motion. Ma prima, voglio approfittare del nuovo clima settembrino per ringraziare tutti coloro i quali durante l’anno hanno accolto con entusiasmo questo blog. Per buona parte mi ritengo soddisfatta nell’aver raggiunto l’obiettivo iniziale, cioè quello di trattare questo argomento in italiano racchiudendo i contenuti in un solo sito. Da adesso in poi andrò avanti con la stessa passione, non escludendo di poter varcare le soglie della stop-motion facendo una capatina nel vastissimo campo dell’animazione in generale.
Il prossimo video è una simpatica esecuzione del video-maker Peter Simon, in Trim di 1′ e 21″, l’autore documenta il  momento tanto atteso (durante un’intera estate) da suo fratello Abby ovvero il taglio di barba e capelli durato circa 5 ore. Non si tratta di un taglio qualsiasi, Abby ha un look da ultra capellone con tanto di barba.
Peter Simon lo considera un punto di partenza ottimo per sviluppare la propria idea: giocare col taglio e creare tantissimi stili differenti frame by frame.

Buona visione !

Ballpoint Barber // Stop-motion Reverse Haircut and Beard-cut // Trim 2 from Peter Simon (Petey Boy) on Vimeo.

Animazione inanimata

Il prossimo cortometraggio dal titolo “Hollering: 3 stories in wood” è stato realizzato da due autori americani, Lara Gallagher e Andrew Ellmaker.
E’ la sua completa assenza di movimento a renderlo particolare. A parte pochi elementi, come le lancette di un orologio o il bagliore di alcune luci, in questo video tutto è immobile. I suoi protagonisti oltre a non muoversi affatto, sono senza volto ed al contrario dei dettagliatissimi mini set, sono delle semplici pedine di legno. A proposito delle piccole scenografie, è importante rendersi conto dell’importanza che assumono, esse avvicinano lo spettatore alla storia ed in questo caso giocano un ruolo fondamentale data l’assenza di animazione e di emozione da parte dei personaggi.
Le tre storie, narrate nel corto, sono caratterizzate dalla voce narrante dello stesso Ellmaker. Più che un videomaker per girare il tutto è stato sicuramente necessario un fotografo.
E’ sorprendente notare come nonostante la sua apparente staticità, la scelta stilistica utilizzata per sostenere i temi delle problematiche affrontate sia efficace. Per descriverla utilizzerei 3 parole: semplice, giocosa e diretta.
Questo cortometraggio merita la vostra attenzione. Buona visione!

Hollerings: 3 Stories in Wood from lara gallagher on Vimeo.

Anna Pearson

Ho scoperto per caso sul web un altro gioiellino che non potevo fare a meno di condividere con voi. Si tratta del corto della giovane animatrice Anna Pearson dal titolo “Out on the Tiles” ovvero “Fuori a fare le ore piccole”. Probabilmente si tratta di un gioco di parole perchè tiles significa piastrelle e guardando l’animazione infatti, potrete scoprire come le piastrelle del bagno di una discoteca possano giocare un ruolo fondamentale nella serata di una donna a dir poco ubriaca.

 

OUT ON THE TILES from Anna Pearson on Vimeo.

Anna Pearson ha realizzato questa bellissima stop-motion per concludere in bellezza il suo percorso formativo al College of Art di Edimburgo terminato nel 2010, si tratta quindi di un lavoro di tesi.
Con questo corto ha meritato vari riconoscimenti, tra cui il premio BAFTA in Scozia nel 2011.
Nel blog della Pearson abbiamo trovato un bellissimo sketchbook in cui è presente la fase progettuale della sua protagonista. Vi troviamo dal progetto dello stampo della figura a quello della costruzione dell’anima in metallo con perni.
Crediamo che sia davvero ben fatto così vi alleghiamo queste immagini utili qualora fosse interessati a incrementare le nozioni sul puppet making.

http://www.scribd.com/doc/156136670/Anna-Pearson-Puppet-Making

Camilla Maraschini

Camilla Maraschini è un’artista di arti visive nata a Verona che ama spaziare tra la pittura, la scultura e l’incisione. Vive e lavora a Losanna città in cui ha aperto il suo primo atelier nel 1989. Arriva nel 2008 il suo intervento nel campo dell’animazione con il cortometraggio « La Logorrea ».

Il progetto è nato dalla voglia di lavorare sulla narrazione, l’aneddotico, il dettaglio, l’incredibilmente piccolo e l’incredibilmente laborioso, temi già elaborati nella sua attività di incisore.. Un ritratto della propria zia, nota in famiglia per le sua parlantina a ruota libera. Il resto è frutto d’immaginazione.

Di grande aiuto per “La Logorrea” è stato l’incontro con Robi Engler,  di “Animagination”,  animagination@bluewin.ch, che insegna attualmente alla TNNUA, Tainan National University of the Arts, Graduate School of Animation, Tainan, a Taiwan.

Ben presto ritornerà a fare un cortometraggio d’animazione perché tutto questo lavoro quasi tra l’amanuense e il miniatore le manca.

La Logorrhée from jerome baur on Vimeo.

 

 

 

Quando la stop-motion si unisce al fashion

Olympia Le-Tan è una designer francese che grazie ai suoi particolarissimi oggetti di design, delle pochette dalla parvenza di libro, si è affermata nel settore fashion. Il suo mondo variopinto ed elegante nel 2011 si unisce a quello del famoso regista e produttore cinematografico statunitense Spike Jonze. La collaborazione artistica li vede coinvolti nella creazione di una stop-motion abbastanza “cut-hot”  dal titolo To die by your side (Mourir auprès de toi) ambientata nella storica libreria parigina Shakespare & Company Bookstore.
Il corto, della durata di 6 minuti, è provvisto di alcune scene in live action, ma per una buona parte è costituito da animazione di ritagli di stoffa. Nel video vengono interessate tra loro le copertine di alcuni libri che, all’interno di una libreria incantata, prendono vita durante la notte. Due piccole figure innamorate, appartenenti a due libri diversi, sono solite flirtare lanciandosi sguardi languidi da una mensola all’altra, quando una notte vengono coinvolte improvvisamente in un’avventura…

 

Victoria Mather dagli UK

Lei è Victoria Mather un giovane talento inglese che nel 2010, in occasione del suo lavoro di tesi, stupisce tutti con Stanley Pickle un corto realizzato in pixilation.
Victoria studia Belle Arti all’Università di Kingston di Londra prima di ricevere una borsa di studio Leverhulme e Premio CTBF che la sosterranno nella sua crescita artistica al National Film and Television School, una delle scuole di cinema e televisione più importanti d’Inghilterra.
Victoria detta anche Vicky si laurea con un MA (Master of Arts) come Direttrice di Animazione.
E’ con un velo di rassegnazione italiana ma senz’altro di ammirazione, che guardiamo l’ennesimo caso di talento incentivato dallo Stato attraverso una borsa di studio di inestimabile valore, un esempio che fa riflettere sulle differenze presenti tra Paesi dai patrimoni artistici considerevoli.
In Stanley Pickle, nonostante l’immaginario rappresentato da Victoria sia abbondantemente avvolto da un’atmosfera eterea e dai colori pastello è possibile trovare un retrogusto alla Jan Svankmajer. La fotografia è eccezionale e la trama passeggia su un percorso metaforico che vede coinvolto un giovane protagonista sotto le veci di un bambino. Si tratta di un genio che si rifugia in uno stile di vita schematico e meccanico da lui costruito da cui riesce a liberarsi inseguendo l’unico miraggio di libertà rappresentato da una ragazza coi riflessi piumati.
Un corto che lascia sbalorditi per la qualità e la cura dei particolari, ma anche per l’eccellente utilizzo della pixilation che amplifica il tema della meccanicità caratterizzante l’intera trama.
Stanley Pickle ha sicuramente attirato l’attenzione della stampa di settore, meritando tra il 2010 e il 2012 ben 33 riconoscimenti tra i più importanti.

La fervida fantasia di Hayley Morris

La giovane statunitense Hayley Morris, laureata alla Rhode Island School nel 2008, merita tutte le attenzioni degli amanti di stop-motion. Hayley infatti lavora principalmente con questa tecnica, mostrando spiccatissime doti creative.

Realizza dei gioielli dal carattere variopinto e musicalmente ben sincronizzati, Hayley è cresciuta con genitori musicisti ed  ha in qualche modo assorbito pienamente la molteplice essenza delle note emettendole in tonalità cromatiche attraverso i suoi set ed i suoi puppets. A volte costruiti in clay altre volte con fili o stoffe, i personaggi creati da Hayley sono prima progettati a matita nel suo taccuino e poi realizzati a mano da lei stessa. Nella fase progettuale la giovane artista sa ben rendere le sue idee, che senza molta fatica ripropone con maestria attraverso le animazioni. Se andiamo a sbirciare nel suo blog possiamo ammirare anche gli schizzi di alcuni dei sui corti più importanti come “Undone”, premiato come miglior animazione al Slamdance Film Festival 2009.

Nel corto viene affrontato il tema dell’Alzheimer raffigurato dalla metafora che c’è tra la mente umana e il mare, fu la malattia che colpì il nonno di Hayley in quegli anni, così lei ne fece il suo lavoro di tesi. L’abilissima ricerca estetica usata, vede nei fili di cotone la malattia che in maniera sempre più travolgente e minacciosa scava nella memoria di un uomo.

 

 

La giovane regista manifesta abilmente la sua creatività anche negli spot pubblicitari, alcuni dei quali molto divertenti.

Consiglio vivamente un bel giretto nel canale vimeo  di questa sorprendente animatrice.

 

Zealous Creative

Oggi vi segnalo un prezioso corto dello studio Zealous Creative, costituito da Christopher e Christine Kezelos due abilissimi autori e animatori statunitensi.
Si tratta di un video molto struggente che ho trovato per caso nel web in questi giorni di romantico clima Valentiniano.
“The Maker” rende effettivamente in maniera molto sofisticata il senso dell’amore, non è sdolcinato e per niente banale.
In questo corto, il frutto di una enorme e viscerale fatica può essere ripagato da un solo istante. Si mette in luce la dedizione che si pone nell’amare qualcuno o qualcosa, facendoci soffermare sull’elemento conquista e ricordandoci che il tempo gioca sempre un ruolo cruciale nell’esistenza.

 

Christopher & Christine Kezelos hanno conquistato notevolmente la scena cinematografica per i loro cortometraggi animati, conseguendo numerose approvazioni in molti Festival.

Con “The Maker”, la loro ultima stop-motion, si sono aggiudicati ben 21 premi inclusi i riconoscimenti ad importanti eventi come il The Rhode Island International Film Festival, CFC Worldwide Short Film Festival, Sydney Film Festival e SICAF 2012.

Un’altra delle loro produzioni più significative che ha meritato 15 premi è “Zero”, realizzato nel 2010/2011, riceve il ‘Best Animation’ all’evento LA Shorts Fest e una nomination per un ‘Premio AFI’ al The Rhode Island International Film Festival.

Rieducare in Stop-Motion

E’ possibile che la parola riciclo si sposi con la parola creatività?
Certamente si, grazie alle gesta di operatori artistici e designer che riescono a stupirci con opere incredibili, attraverso cui è possibile scoprire le svariate possibilità che un oggetto ormai destinato al pattume può avere anche dopo la sua apparente morte.
La rinascita di un oggetto e la riutilizzazione dei suoi materiali quindi, ci mostrano come l’eco-design sia un’ottima soluzione per la tutela del nostro pianeta, ma anche per lo sviluppo di un nuovo movimento artistico che ci vuol vedere attivi e partecipi in prima persona.
Ed è così che  termini come riciclo, ripristino, riutilizzo, rieducazione, diventano i fiori dello stesso albero. L’albero della rinascita e del ritorno alle origini, della connessione con la Terra e della riconciliazione con essa attraverso il mezzo che essa stessa ci ha donato, quello della creatività.
Come sappiamo, le stop-motion sono state spesso utilizzate come mezzi educativi.
Questa bellissima Paper Animation, che fa riflettere sul tema dell’eco-sostenibilità, è stata realizzata durante un workshop progettato dall’organizzazione no-profit Sesame Street, attiva nel sociale in quasi tutto il mondo, da ormai 40 anni e in particolar modo tra i bambini.
L’ennesimo esempio di frutto creativo originato dal risveglio collettivo.