Attività Ludica e Animazione

Realizzare un’animazione è un modo creativo e stimolante per dare vita ad un processo comunicativo.
Quando da bambina vidi le prime stop-motion, quelle di Pingu e di Wallace&Gromit, scoprii per la prima volta un nuovo e insolito piacere visivo che normalmente non provavo davanti ad una qualsiasi altra animazione. Eseguite in claymation, (allora non sapevo di cosa si trattasse nè avevo la minima idea di come fosse realizzata) ne trovai molto interessante la  morbida tridimensionalità che in quegli anni non era ancora così frequente.
Molto dopo ritrovai dal vivo questa tecnica durante un momento ricreativo tra studenti, dove due amici cercavano di animare un pezzo di creta con l’intento di realizzare un piccolo corto. La possibilità di dare vita ad un materiale modellabile mi affascinò da subito, l’atto creativo si rafforzava per divenire creatore. Una stop-motion di questo tipo infatti prevede molto spesso la nascita di un esserino plasmabile che compie dei movimenti e vive delle situazioni emotive proprio come un uomo.
Qualche anno dopo insieme ad una compagna di corso, realizzai la mia prima stop-motion in cui il protagonista fatto di creta, unico abitante di un mondo sconosciuto, subiva continue trasformazioni prendendo sembianze di animaletti o creature mitologiche. Successivamente, insieme ad altre “compagne di gioco”, continuammo ad esplorare il mondo delle stop-motion attraverso la tecnica della claymation.
Lavorando principalmente con dei personaggi in plastilina, avevamo la necessità di pensarne le sceneggiature e le mini-scenografie. Il lavoro della scenografia e della realizzazione dei personaggi comprende almeno il 60% del compimento dell’opera, sono le fasi che impegnano maggiormente perchè ci si deve procurare i materiali giusti e costruire le locations. Ovviamente non ci sono delle regole stilistiche, ognuno è libero di sviluppare la propria storia nell’ambiente in cui crede, certo è che la minuziosità assicura spesso ottimi risulltati, impreziosendo molto il tutto e apportando un vero e proprio personale carattere estetico al lavoro.

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Credo fortemente che l’attività ludica sia molto presente nella stop-motion e che in qualche modo l’artigianato in generale nasca come un momento di curiosità da parte degli uomini, seguita da uno sviluppo personale, che si avvicina molto al fulcro creativo presente nel gioco.
Il gioco rappresenta per tutti, un elemento fondamentale nella vita che permette di metterci in relazione con una molteplicità di esperienze sia sensoriali che relazionali.
Nel lavoro artigianale il bisogno di esplorare materiali, colori e spazi, manifestano intenzioni o sogni realizzati con fatica, covati dalla mente e schiusi con le mani.
Si dovrebbe pensare alla creatività come elemento caratterizzante tutti gli esseri umani ed abbattere la comune convinzione che l’arte apparteniene soltanto ad una stretta cerchia di persone, divenendo più vicina alla gente probabilmente ci sarebbe più benessere mentale.
Se siamo uguali tra noi, come spiegarsi allora la differenza tra un uomo che passa l’intera vita al servizio delle armi ed un altro che invece vive per animare marionette e far sorridere il prossimo?
Purtroppo non sono state trovate risposte a questo quesito apparentemente semplice ma profondamente disarmanteIl seguente documentario anni ’70 rappresenta un laboratorio di animazione per bambini a mio parere molto interessante.