Intervista ad un puppet maker

Interessante conversazione con Tano, amante dell’aspetto più che altro artigianale del mondo in stop-motion, quello legato alla costruzione dei puppets e delle scenografie.
Ci ha colpito particolarmente la meticolosità con cui dettaglia i suoi personaggi, evocando un tipico perfezionismo made in Italy.

Ciao Tano, di cosa occupi o di cosa ti sei sempre occupato?

 Vivo a Latina, ho 50 anni e sono rientrato in Italia dopo alcuni anni di lavoro a Londra. Attualmente mi occupo esclusivamente dei miei lavori artistici, sono anche un musicista, percussionista. Dipingo, scolpisco, …creo! Lavoro molto con la cartapesta perché é un materiale povero si fa con niente ma ti da una versatilità infinita, puoi farci di tutto! Ma amo sperimentare anche cose nuove. L’arte però non é mai stato il mio lavoro, é stata sempre una seconda attività che spesso ho dovuto abbandonare e poi riprendere.

Come sei venuto a contatto con il mondo della stop-motion?

Sin da piccolo ero affascinato dai pupazzi e dall’idea che si muovessero da soli. Vedendo quelle rare proiezioni che in genere potevi vedere solo il periodo delle feste in tv , scrutavo e cercavo di rubare i segreti… intuire di che materiale fossero fatti. Così iniziai a fare marionette di spugna… das… quello che un ragazzino di 12 anni poteva recuperare negli anni 70. Iniziavo a fare facce, statuine, con il pongo anche, ma amavo usare stoffa, legno, plastiche di vecchi giocattoli, mi piaceva “stupire con un perfetto realismo” chi avrebbe poi ammirato le mie cose. Feci un chitarrista alto 20cm.. e i jeans erano di jeans! I capelli… di una bambola… il gilet di pelle nero…di pelle! Insomma ero un “puppets maker” senza saperlo. In età di diploma di medie, aveva aperto a Tivoli la scuola di Carlo Rambaldi! Iniziava l’era degli effetti speciali e io volevo frequentarla… ma i miei mi spinsero a iscrivermi all’agraria! (Genitori non forzate mai le scelte dei figli!) Ma la mia passione covava! Spaziai un po tra la pittura… la scultura.. ma quando vedevo un pupazzo restavo incantato.
Salto un ventennio… e arriva internet… scopro molti segreti sulla stop motion e la passione si riaccende. Così in un momento in cui ero disoccupato inizio a creare un vero pupazzo… un vichingo! Che però é rimasto incompleto e poi é andato distrutto, ma le poche foto dello scudo e di altri elementi servirono ad ottenere un posto di lavoro in un grande laboratorio che realizzava scenografie in polistirolo. Li la cosa più piccola era alta 2m. Ma iniziai a scoprire molte tecniche che non conoscevo. Lavorare a contatto con artisti di cinecittà, veri del settore, é stata una formazione per alcuni aspetti. Lavorando il polistirolo anche per le pasticcerie venni a conoscenza del mondo del cake design …cosi ho sperimentato la mia arte con lo zucchero. Primo lavoro importante una scultura a piacere per partecipare a un concorso, il presidente della giuria era il famoso Montersino. Solito centurione! Tre mesi di lavoro e vinco il premio della critica per il realismo, scelta dei colori e originalità dell’opera. Ma il giorno dopo l’opera si era “dissolta” . Così, nel frattempo, tornato inoccupato, decido di riprendere il progetto del puppet per la stop motion. Credo anche che dopo numerose esperienze artistiche ho maturato la decisione che la mia strada artistica é questa. Nel realizzare pupazzi per l’animazione sei un po pittore, scenografo, sarto, falegname, fabbro, inventore, questa passione per l’arte spazia in tante forme differenti… e tutto diventa un gioco! Quando stai li, minuti e minuti, con i pupazzi tra le mani a fantasticare sulle voci sui rumori e tutto il resto é un po come giocare!

centurio

 Ci potresti parlare del puppet che stai   realizzando, quando sarà coinvolto nelle riprese?

Sto realizzando un centurione romano “Centurio” abitando vicino Roma amo molto il genere. Sono affascinato dalle corazze, gli elmi, le armi e tutto ciò che ruota intorno. La divisa dei centurioni mi affascina particolarmente, cosi sono partito da li. Non ho una storia vera e propria. Per ora ho il personaggio principale, un romanaccio un pò rude, poca voglia di lavorare, sempre molta fame… a prima vista un feroce guerriero, ma come si solleva l’elmo un coso buffo con il cervello piccolo e la mascella a forma di scroto ( ma questo non era voluto me ne sono accorto in seguito!) Quindi parto da qui e mi sto allargando a macchia aggiungendo cose nuove, anfore, pergamene, sperando che appaia anche una sceneggiatura! Spero che magari l’idea possa piacere a qualcuno per realizzare degli spot per “Roma capitale” ho qualche spot di qualche locale romano… chissà!
Le prime riprese ancora non hanno una data. Prima concludo il protagonista, poi gli creerò un antagonista… qualche comparsa e poi la scenografia… ma credo che mi devo trovare uno spazio più largo!

Quale tecnica di costruzione puppets prediligi?

 Trovo che l’armatura “pesante” con gli snodi a sfera sia la migliore per la stabilità dei movimenti. Poi le mani sono importanti… ma la testa sopratutto. Io uso una tecnica mista. Dal calco della faccia, dopo aver ottenuto la pelle in lattice, ricavo un calco per il teschio, che in seguito modifico e adatto per i movimenti. Questo mi permette di restare nella forma.

 

Per saperne di più su questo abile modellista ecco La pagina di Tano