Anna Pearson

Anna Pearson

Ho scoperto per caso sul web un altro gioiellino che non potevo fare a meno di condividere con voi. Si tratta del corto della giovane animatrice Anna Pearson dal titolo “Out on the Tiles” ovvero “Fuori a fare le ore piccole”. Probabilmente si tratta di un gioco di parole perchè tiles significa piastrelle e guardando l’animazione infatti, potrete scoprire come le piastrelle del bagno di una discoteca possano giocare un ruolo fondamentale nella serata di una donna a dir poco ubriaca.

 

OUT ON THE TILES from Anna Pearson on Vimeo.

Anna Pearson ha realizzato questa bellissima stop-motion per concludere in bellezza il suo percorso formativo al College of Art di Edimburgo terminato nel 2010, si tratta quindi di un lavoro di tesi.
Con questo corto ha meritato vari riconoscimenti, tra cui il premio BAFTA in Scozia nel 2011.
Nel blog della Pearson abbiamo trovato un bellissimo sketchbook in cui è presente la fase progettuale della sua protagonista. Vi troviamo dal progetto dello stampo della figura a quello della costruzione dell’anima in metallo con perni.
Crediamo che sia davvero ben fatto così vi alleghiamo queste immagini utili qualora fosse interessati a incrementare le nozioni sul puppet making.

Carmen

Specializzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Comunicazione e didattica dell’arte con un triennio in Decorazione, la mia formazione iniziale è stata nel campo dell'oreficeria, precisamente nella modellazione della cera. I miei studi mi hanno permesso di amare particolarmente gli elaborati artistici che prevedono l’utilizzo della manualità, per questo ho trovato da subito l'animazione in stop-motion particolarmente affascinante. Oltre alla possibilità di fruire, in qualità di spettatori, questo genere di animazione, esiste anche quella di cimentarsi in questo tipo di attività. L’esperienza in questo senso può rivelarsi risorsa utile anche in ambito educativo, un esercizio per rimanere in contatto con la realtà tangibile in epoca digitale ma anche per allenare il fare manuale: l'intelligenza spaziale è sempre più indispensabile per immaginare nuovi scenari e per creare/progettare insieme una narrazione possibile.