Puppet Animation

Puppet Animation

La puppet animation è una tecnica tipicamente usata per animare pupazzi, modellini, marionette o fantocci provvisti di un’ambientazione o mini scenografia.
Prima di iniziare a progettare il nostro personaggio dobbiamo decidere i materiali con cui realizzarlo.
Nel caso in cui optassimo per la creazione di un puppet in lattice o silicone abbiamo bisogno di seguire determinati passaggi:

    • Disegnare e progettare la figura su carta;
    • Realizzarlo in l’argilla;
    • Fare un calco in gesso dentro cui porre un’armatura d’acciaio con giunture a sfera o a cerniera;
    • Ottenuto il calco colarvi all’interno del lattice per coprire l’armatura;
    • Colorare questa piccola scultura mobile, rifinirla nei minimi particolari e vestirla con stoffa, pelliccia, pelle e quant’altro.

Guardate questo bellissimo work in progress in time-lapse durante la realizzazione di un puppet

La puppet animation è molto diffusa e comprende a sua volta delle proprie categorie. Il nome dei tipi di stop-motion molte volte dipendono dalla tecnica o dai materiali che si utilizzano per la realizzazione.

Puppetoons

E’ una  variante creata sulla base dei metodi impiegati da George Pal; questa tecnica impiega numerosi pupazzi identici fra loro, che si differenziano soltanto nella struttura interna, in modo da usare il pupazzo più adatto per l’azione del momento.

Per i personaggi de “La sposa cadavere” di Tim Burton sono state  costruite oltre 800 facce, di cui 135 diverse per ogni singola espressione e per ogni movimento della bocca, così da rendere la recitazione con un sincrono labiale quanto più veritiero possibile. Quando il personaggio canta, la testa cambia quasi ad ogni parola. Al computer si studiano le singole espressioni e i movimenti della bocca perché rispondano con esattezza alle sillabe pronunciate, per capire lo sforzo di verosimiglianza raggiunto bisogna abbandonare la versione doppiata e passare a quella in originale.

 

 

 

 

 

 

Carmen

Specializzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Comunicazione e didattica dell’arte con un triennio in Decorazione, la mia formazione iniziale è stata nel campo dell'oreficeria, precisamente nella modellazione della cera. I miei studi mi hanno permesso di amare particolarmente gli elaborati artistici che prevedono l’utilizzo della manualità, per questo ho trovato da subito l'animazione in stop-motion particolarmente affascinante. Oltre alla possibilità di fruire, in qualità di spettatori, questo genere di animazione, esiste anche quella di cimentarsi in questo tipo di attività. L’esperienza in questo senso può rivelarsi risorsa utile anche in ambito educativo, un esercizio per rimanere in contatto con la realtà tangibile in epoca digitale ma anche per allenare il fare manuale: l'intelligenza spaziale è sempre più indispensabile per immaginare nuovi scenari e per creare/progettare insieme una narrazione possibile.