Intervista ad Ameleto Cascio

Intervista ad Ameleto Cascio

Oggi ci confrontiamo con la realtà di un video-compositor di origini sicule ma attivo in pianta stabile a Bologna, Ameleto Cascio. Questo giovane regista, oltre a vantare importanti collaborazioni presso case cinematografiche italiane ha vinto anche numerosi riconoscimenti nell’ambito video :

– Miglior montaggio al Premio Videoclip Italiano concorso Premio Videoclip Indipendente con l’opera “Genesis”;
– Premio del pubblico al Piemonte Documenteur Filmfest con l’opera “Nino Bertelli” (regia Vincenzo d’Arpe);
– Secondo premio come miglior viral video della categoria “verità” al Viral video felstival (concorso italiano di video virali) con l’opera “Armi di disinformazione di massa”;
– Secondo premio come miglior video della mostra video Dueminutidifuturo con l’opera “Il sonno della ragione genera mostri”;
– Primo premio come miglior video della gara di cortometraggi 4 giorni corti del Nonantola Film Festival per l’opera “Giochi di società” 

Ameleto è un brillante esecutore della video produzione, ed adotta principalmente i linguaggi del visual effect, motion graphic, video editing compositing e graphic design, anche se nutre una sincera simpatia per l’animazione a passo uno.
Il suo video-clip “Genesis”, realizzato con la nostra tecnica preferita, è talmente suggestivo da non passare inosservato, questo mi ha motivata a contattarlo per scambiare due chiacchiere con lui :

Cosa ami principalmente del tuo lavoro?

Del mio lavoro amo principalmente la componente di creatività che contraddistingue tutte le fasi della realizzazione di un prodotto audiovisivo, dall’ideazione alla postproduzione.
Osservare un’idea astratta che man mano si concretizza e prende forma attraverso un processo creativo in cui le ambientazioni, i personaggi, i colori, ecc vengono sapientemente selezionati, modificati e uniti tra loro per comporre le inquadrature, mi fa apprezzare il mio lavoro e mi dà enormi soddisfazioni.

Quanto è richiesta la stop-motion nel mondo del video editing?

Dipende sicuramente dal contesto e dal tipo di produzione. Generalmente in ambito televisivo e cinematografico mainstream è poco richiesta, mentre è molto apprezzata in altri generi come quello del videoclip o del cortometraggio indipendente.

Qual’è invece la competenza più richiesta nel tuo lavoro?

La maggior parte dei lavori che mi viene richiesta è legata alla mia specializzazione quindi compositing, visual effects e motion graphics.

Cosa ne pensi dell’animazione a passo uno in Italia?

Credo che le grandi produzioni che investono in lungometraggi da box office non hanno il coraggio di esporsi con dei prodotti che non abbiano già un successo assicurato. Non esiste quindi una cultura in questo senso, non ci sono delle maestranze e delle esperienze gia collaudate in produzioni di lungometraggi in stop motion. Esiste però una fiorente e molto interessante attività produttiva legata a questa tecnica nelle piccole produzioni indipendenti, nel videoclip, nei cortometraggi, nella videoarte ecc che andrebbe sostenuta e incentivata.

Cinque aggettivi per definire una stop-motion

Magica, affascinante, speciale, insolita, complessa.

“Genesis” 2010

 

Canale Youtube 

Carmen

Specializzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Comunicazione e didattica dell’arte con un triennio in Decorazione, la mia formazione iniziale è stata nel campo dell'oreficeria, precisamente nella modellazione della cera. I miei studi mi hanno permesso di amare particolarmente gli elaborati artistici che prevedono l’utilizzo della manualità, per questo ho trovato da subito l'animazione in stop-motion particolarmente affascinante. Oltre alla possibilità di fruire, in qualità di spettatori, questo genere di animazione, esiste anche quella di cimentarsi in questo tipo di attività. L’esperienza in questo senso può rivelarsi risorsa utile anche in ambito educativo, un esercizio per rimanere in contatto con la realtà tangibile in epoca digitale ma anche per allenare il fare manuale: l'intelligenza spaziale è sempre più indispensabile per immaginare nuovi scenari e per creare/progettare insieme una narrazione possibile.