Yuri Norstein

Yuri Norstein

Dopo aver parlato della cutout animation, è opportuno presentare l’animatore russo Yuri Norstein, uno dei maestri assoluti di questa tecnica, il quale fu insegnante di un regista citato precedentemente ovvero Alexander Petrov .

Yuri Norstein nacque nel 1941 ad Andreyevka, ad ovest di Mosca, quando suo padre, che era ebreo, scappò dall’invasione tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale.
A Norstein piacque da sempre disegnare e dipingere, perciò studiò presso un scuola d’arte, ma i suoi primi passi professionali li fece in una fabbrica di mobili. Decisè di fare un corso di animazione della durata di due anni ed in seguito nel 1961 trovò lavoro presso la Soyuzmultfilm.
Inizialmente iniziò come animatore di opere di altri autori, fino al 1968 anno in cui realizzò il suo primo lavoro da regista “25-pervyyden” ( 25 ottobre, il primo giorno ) coodiretto con Arkadii Tyurin.

Nei lavori di Norstein colpisce l’atmosfera che imprime ad ogni fotogramma, così come il suo stile personale e la sua grande padronanza tanto con il disegno che con la pittura. Un altro punto che emerge nell’opera di Noistein è la musica. Sotto questo aspetto dimostra di aver raffinatezza e ed enorme sensibilità nella selezione delle colonne sonore per i suoi cortometraggi.
In quanto alla tecnica, Yuri Norstein è un maestro assoluto nell’utilizzo della cutout animation , tecnica con la quale consegue risultati sorprendenti. Nonostante la tecnica in cutout preveda la bidimensionalità , Norstein tuttavia dota i suoi lavori di tridimensionalità per mezzo della camera a multipiano , alla quale dobbiamo le antenate produzioni in 3D. La camera multipiano consiste sostanzialmente nel collocare la fotocamera con obiettivo rivolto verso una serie di lastre di vetro, poste in diversi livelli tra loro in maniera distaccata, sulle quali, dopo aver collocato i componenti della scena, conformare la profondità. Il procedimento oltre ad essere lento è anche difficile da effettuare da soli, questo perché bisogna coordinare i movimenti dei vari piani tra loro. Se eseguito correttamente però, il risultato è molto professionale e di grande impatto.

Queste lastre di vetro possono essere spostate a proprio piacimento sia orizzontalmente che verticalmente, lo stesso vale per la direzione di ripresa.

Tra i suoi lavori più importanti vi sono “Skazka skazok” del 1979 ( Il racconto dei racconti ), in cui riesce ad esprimere l’eternità del tempo attraverso la ciclicità di un pre-ricordo di infanzia. Quest’opera, pluripremiata dall’anno della sua uscita nel ’79 sino allo Zagreb Word Festival of Animated Films del 2002, fu riconosciuta al Los Angeles Olympic Arts Festival nel ’84 come il più bel film di animazione di tutti i tempi.

Di notevole importanza è anche il dolcissimo cortometraggio  “Ёжик в тумане” del 1975 ( Il riccio nella nebbia ) anche quest’ultimo molto amato dal pubblico, il grande regista giapponese Hayao Miyazaki lo considera uno dei suoi film animati preferiti.
Il riccio e la nebbia” sprigiona un’incantevole poesia raccontata dalla paura dell’ignoto, provata da un semplice riccio, il cui smarrimento viene da noi rielaborato con assoluta tenerezza. Norstein riesce in qualche modo, attraverso molti suoi lavori, a metterci in contatto con la nostra parte smarrita per riabbracciarla e riportarla al calore di un antico focolare.

 

 


 


 

 

Carmen

Specializzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Comunicazione e didattica dell’arte con un triennio in Decorazione, la mia formazione iniziale è stata nel campo dell'oreficeria, precisamente nella modellazione della cera. I miei studi mi hanno permesso di amare particolarmente gli elaborati artistici che prevedono l’utilizzo della manualità, per questo ho trovato da subito l'animazione in stop-motion particolarmente affascinante. Oltre alla possibilità di fruire, in qualità di spettatori, questo genere di animazione, esiste anche quella di cimentarsi in questo tipo di attività. L’esperienza in questo senso può rivelarsi risorsa utile anche in ambito educativo, un esercizio per rimanere in contatto con la realtà tangibile in epoca digitale ma anche per allenare il fare manuale: l'intelligenza spaziale è sempre più indispensabile per immaginare nuovi scenari e per creare/progettare insieme una narrazione possibile.