Le tracce audio in Creative Commons – Intervista a c4m

Le tracce audio in Creative Commons – Intervista a c4m

Probabilmente molti di voi conosceranno già il Creative Commons (CC), un tipo di licenza che utilizza un autore quando vuole concedere ad altri il diritto di poter utilizzare o modificare un’opera da lui stesso creata. In questi ultimi anni sono aumentati i siti che permettono di poter reperire contenuti con questa licenza e può essere applicata a qualsiasi tipo di produzione: dalla traccia audio al video, dalla fotografia al contenuto editoriale etc..
Quasi sette anni fa ho incontrato Sara Cucchiarini l’ideatrice del sito c4m (circuito autoproduzione musicale), una piattaforma per la fruizione e condivisione di tracce audio o musicali che ha l’obiettivo principale di coinvolgere musicisti ed artisti per la fruizione di tracce pensate come basi per progetti visivi, video, performances, spettacoli teatrali, installazioni etc.
A distanza di quasi nove anni di attività del sito ho pensato di chiedere a Sara cosa è cambiato in questi anni.

 

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Ciao Sara, come stai? Sono passati quasi sette dalla nostra ultima chiacchierata e quasi dieci dalla realizzazione di c4m, cosa è successo nel frattempo e quali traguardi sono stati raggiunti sul fronte Creative Commons?

Ciao Carmen, nonostante questo periodo particolare, direi bene. Con circuito-c4m le cose stanno procedendo come speravo, sono arrivati diversi contributi musicali esterni e stiamo collaborando a diversi progetti. Abbiamo, in alcuni casi, anche segnalato il nostro archivio alle radio che sostengono il Creative Commons (CC), come ad es. la trasmissione “Hack or Die” di “Radio Città Fujiko” e “Radio Spore”, entrambe di Bologna. Rispetto a 10 anni fa, queste licenze sono diventate una realtà consolidata, si può riscontrare un uso frequente in diversi ambiti oltre la musica, come ad esempio le immagini, libri, video, etc., un traguardo per me inaspettato.

 

Ho letto che nel sito ora c’è una sezione dedicata agli artisti, di cosa si tratta precisamente?

La sezione “Artists” è sempre stata presente, ma sicuramente si è ampliata notevolmente negli anni. Abbiamo preferito il termine “artista” a “musicista” perché in alcuni casi si tratta più di esperimenti sonori che musicali, perciò abbiamo pensato fosse un termine più inclusivo, rivolto anche ai non musicisti. All’interno della sezione si può trovare la presentazione di chi ha contribuito all’archivio C4M, utile per introdurre il genere o per definire la visione musicale dell’artista. Nella descrizione, chi ha inviato le tracce al sito da esterno ha un riferimento mail, per agevolare eventuali contatti diretti; le/gli artisti senza mail invece sono legati direttamente a C4M, quindi si possono contattare con la mail del sito. L’utilità di questa sezione sta nell’indirizzare all’ascolto, è una sorta di pre-selezione. Tra l’altro cliccando “Artist” dall’elenco delle tracce, si avranno le tracce ordinate per artista, può risultare comodo.

 

Le tracce audio di c4m sono state anche utilizzate per progetti di Arte Pubblica, ci puoi raccontare qualcosa?

Da grande volevo fare la street artist, ma non ho mai preso una bomboletta in mano, così ho pensato di farlo con quello che conoscevo meglio, la musica. Da questa volontà nasce: “C4M – choose your street”, un progetto nato con il sito e rivolto alla distribuzione in strada delle tracce in esso contenute. Grazie a questa iniziativa facciamo parlare i luoghi attraverso la musica: scegliamo una traccia dall’archivio C4M collegata ad un luogo/situazione specifica, la mettiamo in loop su cassetta e con una radio-cassetta la lasciamo nel luogo/situazione assegnata pigiando “play”. Chiunque può ascoltare e volendo prendere la radio con sè. È un progetto di arte effimera, come dovrebbe essere la street art, che ad oggi conta 11 radio finite in strada a Bologna, Roma, Venezia e Ravenna.

Fotografia di Alessandra Bincoletto.

Un progetto di arte pubblica al quale abbiamo partecipato nel 2015 è “Jukey”, un interessante sistema per denunciare luoghi abbandonati attraverso la musica, ideato dal collettivo UrbanResistDance (URD). Jukebox+key= jukey, il collettivo scovava dei luoghi abbandonati, assegnati poi a musicisti, i/le quali avrebbero poi composto una traccia collegata ad esso. Il brano veniva in seguito “murato” nell’edificio attraverso chiavetta USB, riposta all’interno di un box. Nel sito di “Jukey” una mappa indicava i vari edifici in cui poter scovare le varie chiavette e solo andando fisicamente lì si potevano  ascoltare/scaricare le tracce, creando così un’esperienza fisica con il luogo ed il suo stato di abbandono. Abbiamo partecipato con una traccia di Druma, creata per la “Caserma Sani” di Bologna dal titolo: “InSani Mentis”, una techno/marcia con i campionamenti del film “Full Metal Jacket” di S. Kubrick.

Altro progetto interessante di arte pubblica è stato “Radiazioni”: un laboratorio di fonografia anomala, emissione e propagazione di tracce sonore, creato insieme al collettivo “BeepsAndBlinksLab” nel 2019 per il festival “Bologna Elettrica”. Utilizzando piezo (microfoni a contatto) e pick-up (microfoni magnetici), siamo andati a scovare i suoni udibili e non udibili degli edifici. Questo ci ha permesso di raccontare i luoghi attraverso i suoni prodotti al loro interno. Le tracce create durante il laboratorio sono state poi, attraverso un’emittente radio, portate in giro nelle strade con l’ausilio di radioline portatili. Questo laboratorio mi è rimasto nel cuore, perché siamo riuscite a “fonografare” XM24, storico luogo occupato/autogestito di Bologna, prima dello sgombero. Le tracce ora sono presenti nel sito circuito-c4m.org, quindi si possono ascoltare e scaricare.

Gli spunti che riceviamo oggi sono già così diversi da quelli percepiti nel 2012 e anche le risposte esterne possono essere mutate in positivo o in negativo.
Ci sono delle nuove osservazioni o riflessioni sopraggiunte durante la tua attività di “ricercatrice di buone vibrazioni” ed eventualmente nuovi orizzonti da poter esplorare?

Stiamo iniziando una nuova avventura con l’associazione “Nylon” e il nostro sguardo sarà particolarmente attento al sociale. Opereremo nell’ambito dell’audio-visivo, anche in maniera ecosostenibile, abbiamo molte idee, ma siamo ancora in fase embrionale per poterne parlare. Sicuramente in cantiere abbiamo una fanzine speciale, che avrà anche contenuti audio. Potete seguire le nostre evoluzioni su stereodon.social, teneteci d’occhio e ne saprete di più!

Carmen

Specializzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Comunicazione e didattica dell’arte con un triennio in Decorazione, la mia formazione iniziale è stata nel campo dell'oreficeria, precisamente nella modellazione della cera. I miei studi mi hanno permesso di amare particolarmente gli elaborati artistici che prevedono l’utilizzo della manualità, per questo ho trovato da subito l'animazione in stop-motion particolarmente affascinante. Oltre alla possibilità di fruire, in qualità di spettatori, questo genere di animazione, esiste anche quella di cimentarsi in questo tipo di attività. L’esperienza in questo senso può rivelarsi risorsa utile anche in ambito educativo, un esercizio per rimanere in contatto con la realtà tangibile in epoca digitale ma anche per allenare il fare manuale: l'intelligenza spaziale è sempre più indispensabile per immaginare nuovi scenari e per creare/progettare insieme una narrazione possibile.